Arte e cura italiane in mostra con san Francesco

La grande arte del fare italiano e la cura di san Francesco
Riparare, lavorare, custodire, rendere visibile sono i quattro fili conduttori dell’esposizione “Le eccellenze italiane nel segno di Francesco: rendere visibile l’invisibile”, a Palazzo Piacentini a Roma dal 23 settembre al 2 ottobre su invito del ministero del Made in Italy. Nell’ottavo centenario della morte del Poverello di Assisi, è bello ricordare che “la santità e la grande arte sono sorelle”, sottolinea monsignor Marco Frisina

Fausta Speranza – Città del Vaticano

La semplicità del Santo di Assisi si sposa con la bellezza e la cura, e non solo con la bellezza di Dio e con la cura di anime. Se la rappresentazione nell’arte e attraverso l’arte dell’avventura meravigliosa di San Francesco ha regalato in ogni secolo preziose testimonianze del rapporto in questione, c’è a Roma una mostra che propone un punto di vista preciso: il mondo dell’arte sacra e quello del restauro raccontano la “cultura del fare” in Italia guardando proprio all’esempio dell’Assisiate. L’occasione è l’anniversario degli 800 anni dalla morte di Francesco che – com’è noto – ricorre quest’anno; lo spunto è in quella sua scelta apparentemente bizzarra e dirompente di restaurare la chiesina di San Damiano.

Universalmente italiano

Il Santo divenuto simbolo universale di pace, fratellanza, povertà evangelica e rispetto per il creato e la natura, ha risposto alla prima chiamata del Signore rimboccandosi le maniche e lavorando per dare nuova vita all’edificio abbandonato. Si è occupato di pietre materiali prima ancora di occuparsi delle “pietre vive” nella Chiesa.  Riparare, lavorare, custodire, rendere visibile sono i quattro fili conduttori dell’esposizione intitolata Le eccellenze italiane nel segno di Francesco: rendere visibile l’invisibile’, promossa dall’associazione “Confrestauro”, con il patrocinio del Comitato nazionale per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. E’ ospitata dal 23 settembre al 2 ottobre a Palazzo Piacentini, su invito del ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’esposizione, curata da Federica Pascolutti e Tiziana Armillotta, con il coordinamento generale e dei contenuti di Tiziana Pelizzon, mette in relazione la figura del Poverello di Assisi con la capacità italiana di conservare, restaurare, trasformare e tramandare opere, materiali e conoscenze.

 

Due “sorelle” da riscoprire

A suggerire il legame più vero e profondo dell’arte del fare italiano con il santo di Assisi è monsignor Marco Frisina, compositore e direttore del Coro della Diocesi di Roma, che guardando la mostra ci dice: “Un santo è colui che contempla il Mistero di Dio in ogni cosa e la grande arte riesce a comunicare guardando la Creazione con gli occhi di Dio, ed è per questo che santità e grande arte sono sorelle”. Dunque lancia l’auspicio che “a partire da questa mostra il made in Italy possa sempre non essere solo una questione commerciale ma una questione di arte e di santità”.

Ascolta l’intervista con mons. Marco Frisina, direttore del Coro della Diocesi di Roma

I significati nella materia e nella tecnica

La sfida dell’iniziativa è soprattutto quella di raccontare il valore del restauro, dell’artigianato e dell’arte sacra come espressione della cultura della cura attraverso quattro installazioni in cui materia e tecnica si incontrano con tanti significati. Ognuna delle aziende coinvolte propone un manufatto d’eccezione. Progetto Arte Poli interpreta il gesto del “riparare” proponendo un ideale dialogo tra la Croce di San Damiano, che l’azienda ha riprodotto in vetro soffiato, inciso e dipinto, e la Croce della Speranza realizzata in bronzo, con la tecnica della fusione a cera persa, dal maestro Albano Poli. Un confronto in cui la suggestione della rinascita vince sulla fragilità.

Il gesto del “lavorare” è affidato a Rubelli, azienda veneziana con oltre 130 anni di storia, che ha scelto di mettere in relazione semplicità e preziosità, accostando un tessuto di canapa proveniente dall’archivio storico dell’azienda a un pregiato velluto: entrambi raccontano il valore del lavoro manuale e della tradizione tessile. All’impresa Dolci Colori, attiva dal 1910 nella produzione di terre coloranti naturali e pigmenti per arte e restauro, spetta il compito di interpretare il “custodire”: attraverso una composizione di pigmenti naturali organizzati secondo i quattro elementi, aria, terra, acqua e fuoco, suggerisce il valore del saper “orchestrare” gli elementi, un sapere specifico da conservare e trasmettere.

C’è poi l’accostamento tra pietra e vita con cui General Marmi e Tortuga Design hanno interpretato l’atto di “rendere visibile l’invisibile”. La fonte battesimale in esposizione, estratta da un masso erratico su piedistallo composto da pietre sommariamente sbozzate, evoca chiaramente la felice prospettiva della nascita dell’uomo a nuova vita.

Installazioni d’arte

L’esposizione offre anche installazioni particolari per scoprire il mondo del restauro e una sezione fotografica dedicata alle immagini di Roberto Salomone, fotoreporter specializzato nel racconto dei dettagli del lavoro manuale che arricchiscono questi mestieri.

Il percorso comprende inoltre una campana settecentesca di Elettrocampane Giacometti, realizzata secondo l’antico sistema di fusione del bronzo; un intervento di Garbo Arredamenti con il calligrafo Mattia Allegro, che trascrive le quattro parole chiave della mostra integrandole alle riproduzioni delle scene di Giotto; due vetrate artistiche sperimentali della Basilica di San Zeno a Verona e una riproduzione fotografica a misura reale del portone in bronzo della Chiesa di Greccio, realizzate da Progetto Arte Poli. “Dietro un’opera restaurata, una vetrata, un tessuto, una scultura o un manufatto in pietra esistono persone, conoscenze, tecniche, tempo e responsabilità”, sottolinea il presidente di Confrestauro Alberto Rui.

Bellezza e generazioni senza standard

Si tratta di un patrimonio immateriale da non dimenticare in un’ottica distorta da criteri di standardizzazione e profitto, ma piuttosto da valorizzare per permettere alla bellezza di attraversare le generazioni unendo manualità e tecnologia, rispetto della materia e ricerca, tradizione e innovazione.

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-09/restauro-sanfrancesco-arte-mostra.html

“Nelle tue mani”: un documentario per una “rivelazione digitale”

“Non tutto può essere calcolato: ciò che ci fa intelligenti non può essere ridotto a calcolo”. Lo ha detto Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, presentando oggi il documentario

Nelle tue mani, scritto da Fausta Speranza, giornalista de L’Osservatore Romano, con la regia di Stefano Gabriele (FrameXS).

Il lavoro – proiettato in anteprima a Roma, nella Sala San Pio X – affronta il tema dell’arte manufatturiera alla luce dell’IA, esplorando il valore della manualità e le implicazioni delle nuove tecnologie sulla psiche e sull’esperienza umana. “Un piccolo film che parla della differenza tra l’ingegno umano che crea e l’intelligenza artificiale che calcola”, lo ha definito il Prefetto, mettendo il guardia dal “rischio di cadere inconsapevolmente in una trappola che noi stessi abbiamo creato”.

Di  qui l’importanza di “fermarsi a riflettere insieme su dove stiamo andando, in un tempo che corre così veloce”. Al centro del documentario, l’esperienza di alta artigianalità della bottega ArtePoli di Verona, una vetreria artistica che ospita il magazzino di vetro soffiato più grande del mondo, ammirato da visitatori e addetti ai lavori di ogni nazionalità.

E proprio sul contributo insostituibile della tradizione artigianale italiana si è soffermato il Presidente della Camera Lorenzo Fontana: “Se l’uomo usa la sua anima – ha detto – non deve aver paura della tecnologia, se invece non usa la sua anima rischia di venire dominato dalle macchine. Non dobbiamo aver paura della tecnologia, ma non dobbiamo farci dominare da essa”. https://mab.to/t/FugSObQnXIb/eu1

“Custodire la centralità della persona”: è questa, secondo il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso – intervenuto in videocollegamento – la sfida da raccogliere riguardo all’intelligenza artificiale, che “non è neutrale  eva accompagnata da una riflessione etica e culturale, oltre che da una maggiore competenza”. (ANSA)

A seguire la tavola rotonda “Rivelazione digitale”, alla quale hanno partecipato tra gli altri Federico Eichberg, capo di Gabinetto Ministero delle imprese e del Made in Italy; il fotoreporter Roberto Salomone, free lance in prima linea a difendere verità e originalità delle immagini, Giovanni Tridente, docente di analisi dell’informazione Università della Santa Croce.

Si ringrazia Eurocomunicazione.com che ha seguito in diretta la presentazione

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“I capolavori del genio umano nel campo di musica, arte e letteratura vengono ridotti a un mero campo di addestramento delle macchine”. Di fronte a questo rischio denunciato da Papa Leone XIV, riflettiamo sul valore della manualità, nella convinzione che l’IA possa innanzitutto mettere in luce qualcosa dell’umano. Questo il senso di Nelle tue mani.

Un’iniziativa per non dimenticare che, come afferma Papa Leone XIV, “la tecnologia digitale rischia di modificare radicalmente alcuni dei pilastri fondamentali della civiltà umana, che a volte diamo per scontati”.

in rassegna stampa

https://www.ansa.it/vaticano/notizie/2026/03/12/tra-arte-e-intelligenza-artificiale-un-documentario-vaticano_98954784-3a8f-457d-a9a4-d2593a076dc3.html

https://www.agensir.it/quotidiano/2026/3/12/intelligenza-artificiale-ruffini-cio-che-ci-fa-intelligenti-non-puo-essere-ridotto-a-calcolo/


https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-03/documentario-nelle-tue-mani-dicastero-fausta-speranza.html

https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-03/quo-059/quella-bellezza-che-nasce-dal-soffio-lento-di-dio.html

nelle pagine stampa di ArtePoli: "Per Progetto Arte Poli, la partecipazione a “Nelle tue mani” rappresenta molto più di una presenza narrativa: è il riconoscimento di una missione culturale".CS.GRANDE SUCCESSO PER PROIEZIONE DOCUFILM NELLE TUE MANI . PROGETTO ARTE POLI TESTIMONIANZA NEL DOCUFILM DICASTERO COMUNICAZIONE VATICANO.docx (1)

https://tgverona.telenuovo.it/attualita/2026/03/13/nelle-tue-mani-il-docufilm-del-dicastero-per-la-comunicazione-vaticano-con-progetto-arte-poli
 su canale 21 il servizio video di Federico Citterich:

https://www.rainews.it/rubriche/tg1dialogo/video/2026/03/Tg1-Dialogo-del-28032026-22d94f63-03ab-47a8-beb2-d9042647212c.html
pre evento

Avvenire 8 Marzo 2026 
Agenzia Sir: https://www.agensir.it/quotidiano/2026/3/9/intelligenza-artificiale-il-12-marzo-al-dicastero-per-la-comunicazione-il-documentario-nelle-tue-mani/

Agenparl.eu https://agenparl.eu/2026/03/10/tavola-rotonda-rivelazione-digitale-12-marzo-2026-alle-ore-1000-nella-sala-san-pio-x-di-via-della-conciliazione-5/

Chiesaoggi: https://www.chiesaoggi.com/events/nelle-tue-mani-il-docufilm-che-racconta-lartigianalita-di-progetto-arte-poli-nellera-dellintelligenza-artificiale/

Nuova luce alla fede

Presentati i restauri ad opere e spazi della Basilica di san Pietro

Nuova Luce alla Fede

di Fausta Speranza

Osservatore Romano, 11 Aprile 2025

Luce e memoria, bellezza e sicurezza, contemplazione e fede sono i termini chiave per raccontare gli interventi di restauro — presentati stamane nella Sala stampa della Santa Sede —, che hanno interessato opere d’arte e luoghi all’interno della basilica Vaticana.

Dei lavori, a cura della Fabbrica di San Pietro, ha parlato innanzitutto il cardinale arciprete Mauro Gambetti, vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e presidente della Fabbrica di San Pietro, esprimendo «la gioia di presentare attività su cui si lavora da anni» e sottolineando l’obiettivo di «assicurare a pellegrini e turisti quell’esperienza di memoria e di fede che la basilica, patrimonio lasciato in eredità, regala sempre e in particolare nel cuore del giubileo della speranza». In termini di numeri si tratta di «12 milioni di visitatori ogni anno e del doppio nell’anno giubilare».

Si è intervenuti sul monumento funebre di Paolo III e su quello di Urbano VIII, ma anche per la riqualificazione illuminotecnica della Necropoli, delle Sale archeologiche e delle Grotte Vaticane. Inoltre è stato messo a punto un piano di esodo dalla basilica, realizzato in sinergia con il Corpo dei Vigili del Fuoco italiano, d’intesa con il Comando dei Vigili del Fuoco del Governatorato vaticano.

Chiaro l’obiettivo di fondo — ha sottolineato Gambetti — di migliorare la conservazione di beni e di garantire maggiore sicurezza attraverso l’implementazione tecnologica. In particolare, il cardinale ha ricordato che la basilica è «accogliente ed esposta» per poi definire il progetto messo a punto per l’uscita più veloce dei pellegrini o l’evacuazione dalla basilica «un modello esemplare a livello mondiale in tema di accessibilità ai luoghi di culto più impegnativi e ai beni monumentali in genere». Tutto è iniziato con la scansione in 3D della basilica, ha spiegato Stefano Marsella, direttore centrale per l’innovazione tecnologica e risorse logistiche del Dipartimento dei Vigili del Fuoco italiano.

Gesti per «un accompagnamento di luce nella memoria» che si ritrova in tutte le opere e gli spazi interessati e che è frutto di un lavoro di squadra. A raccontarlo sono stati gli interventi in conferenza stampa di Alberto Capitanucci, responsabile dell’Area tecnica e beni culturali della Fabbrica di San Pietro, che ha citato la collaborazione dei Musei Vaticani, e di Pietro Zander, responsabile della Sezione Necropoli e Beni artistici della Fabbrica di San Pietro.

Il professor Zander ha parlato di «una rosa di lavori» che ha permesso di assicurare «una migliore fruizione e anche un tocco di didattica». Ha spiegato infatti che nella Necropoli la scala di accesso ripropone ora una “scala del temp o”: ogni gradino indica 70 anni di storia, dall’anno 64 della morte di san Pietro ai tempi nostri. E sono stati aggiunti pannelli che aiutano a comprendere la collocazione temporale rispetto alla basilica.

Inoltre, ha invitato a scoprire la scelta in vari casi di riportare le statue alla loro originalità, così come si presentavano prima di interventi “censori” che hanno coperto alcune nudità. A questo proposito è stata citata una delle statue allegoriche in marmo del monumento funebre di Paolo III, opera di Guglielmo Della Porta, completato nel 1574.

L’altro monumento funebre interessato dai restauri, quello di Urbano VIII fu commissionato dal Papa stesso a Gian Lorenzo Bernini nel 1628. Si tratta di due Pontefici e delle due importanti famiglie, quella Farnese e quella Barberini, che hanno segnato ampi periodi storici. È stato anche ricordato il contributo assicurato dalle tantissime offerte dei visitatori e quello di vari benefattori, citando i Cavalieri di Colombo, Osram/Zumtobell e altri istituti filantropici.

La basilica resta un luogo privilegiato — ha ribadito il cardinale Gambetti — per «un’immersione nella storia e un’esperienza profonda del sacro». E gli interventi presentati sono «il segno di una Chiesa viva e attenta alle cose di Dio, uomini e donne del nostro tempo assetati di autentica spiritualità», secondo l’incoraggiamento di Papa Francesco che — ha ricordato il cardinale — chiede di essere «artigiani di speranza e restauratori di umanità».

All’incontro con i giornalisti si sono rese disponibili anche le due restauratrici che hanno avuto la fortuna di essere presenti giovedì pomeriggio quando a sorpresa è arrivato il Papa. Quando — ha detto il cardinale arciprete della basilica — «Francesco è entrato, come fanno tanti pellegrini, alla ricerca delle fonti della cristianità, della testimonianza apostolica di P i e t ro »

Osservatore  Romano

https://www.osservatoreromano.va/it/news/2025-04/quo-083/nuova-luce-alla-fede.html

11 Aprile 2025

Alla Camera dei Deputati su Giubileo migrazioni

Alla Camera dei Deputati su Giubileo e migrazioni

ricordando Madre Cabrini

 

 

 

 

“Verso il Giubileo delle migrazioni nel ricordo di Santa Francesca Cabrini”

Si è svolto alla Camera dei Deputati lunedì 31 marzo 2025 l’incontro “Verso il giubileo delle migrazioni, nel ricordo di Santa Francesca Cabrini”. L’evento è stato moderato da Gianni Lattanzio direttore editoriale “Meridianoitalia”.

Su Aise: https://www.aise.it/anno/verso-il-giubileo-delle-migrazioni-nel-ricordo-di-santa-francesca-cabrini-domani-la-presentazione-alla-camera/217304/1

L’articolo su Fatti Nostri: 

Alla Camera dei Deputati l’incontro “Verso il giubileo delle migrazioni, nel ricordo di Santa Francesca Cabrini”

L’intervento di Fausta Speranza:

 

Al Cenacolo San Marco di Terni, “Il senso della sete”

“Il senso della sete” di Fausta Speranza al Cenacolo San Marco

Il diritto fondamentale per eccellenza 

 

La “sete” non è solo un bisogno fisico
La sete è anche un’esigenza esistenziale di significato e connessione. È quindi necessario un impegno etico per affrontare le sfide legate all’acqua, promuovendo una governance che riconosca l’acqua come bene comune. In sintesi, il libro invita a riflettere sull’importanza dell’acqua non solo come risorsa fisica, ma anche come simbolo di giustizia sociale e responsabilità ambientale.

 

L’autrice

Fausta Speranza giornalista di L’Osservatore Romano, prima donna a occuparsi di politica internazionale per il quotidiano della Santa Sede, oggi nella redazione cultura. Dal 1992 al 2016 al Radiogiornale internazionale di Radio Vaticana.

Ha lavorato con Sergio Zavoli (RaiTv Diario di un cronista e Viaggio nella scuola, 2000-2001).

Ha firmato per Rai Storia nella rubrica “Documentari d’autore” il reportage dal Messico Tra record di violenza e di bellezza (8 Giugno 2019) che ha vinto il Premio Libero Bizzarri al Giornalismo internazionale 2019. In Ghana ha documentato, entrando con la macchina da ripresa, il disastro di una delle più grandi discariche illegali di rifiuti elettronici al mondo, attestandosi tra i dieci finalisti del Premio Daphne Caruana dell’Unione Europea.

Ha realizzato reportage anche da Europa, Canada, Stati Uniti, Medio ed Estremo Oriente, Africa. Collabora con Famiglia cristiana. Ha collaborato con Limes, RadioRai, il Corriere della Sera (intervista esclusiva alla super testimone del caso Spallone, aborti clandestini, 2000). Libri: per i tipi di Infinito Edizioni, autrice di Messico in bilico (2018), Fortezza Libano (2020), Il senso della sete (2022; con ristampa a giugno 2023 in italiano, in inglese, in francese). Tra gli altri premi, Premio letterario Ambasciatori presso la S.Sede 2022; Premio Giustolisi al Giornalismo d’inchiesta 2018.

“Il senso della sete” di Fausta Speranza al Cenacolo San Marco