“Troppo spesso la gente esige la libertà di parola per compensare la libertà di pensiero che invece rifugge”. Sono parole di Søren Kierkegaard di due secoli fa. Il filosofo danese non ha conosciuto le derive logorroiche che accompagnano oggi i social, ma ha fotografato l’attitudine umana che viene prima di qualunque assoggettamento alla tecnologia. L’attitudine a dare e a darsi risposte facendo a meno degli interrogativi, o partendo sempre dalle stesse domande. Risposte possibilmente a voce alta, per imporle
Il coraggio di resistere ai narcos sulla rivista Left, numero 44 del 2018 di Fausta Speranza La caparbia ricerca di giustizia e il rifiuto della violenza da parte delle donne riaccende la speranza, in un Paese che deve fare i conti quotidianamente con sparizioni forzate e lo strapotere della criminalità organizzata. Si chiamano halcones, uomini assoldati dai cartelli della droga per spiare, riferire. Non hanno bisogno di armi, ma uccidono: libertà e vite. Lo fanno fornendo informazioni utili per agguati
“Innocenti evasioni”: uso e abuso politico della musica pop di Fausta Speranza Accade che non ci sia niente di più anticonformista della normalità. Non è un genitore conservatore a cercare di farlo capire a un figlio perso tra piercing e tatuaggi ma è uno storico che rilegge con sguardo professionale e passione musicale oltre 30 anni di canzoni, da metà Anni Cinquanta alla fine degli Anni Ottanta. Emerge una lettura del rapporto tra canzoni e impegno politico libera da preconcetti
Il “Grande Progetto Pompei”: arrivati soldi, attenzioni mafiose, esperti, ma mancano i custodi sulla rivista Area, Ottobre 2013 di Fausta Speranza 105 milioni di euro, 66 ettari di area archeologica, 22 nuove assunzioni: sono i numeri essenziali del Grande Progetto Pompei che in questo mese dovrebbe avere una svolta operativa. Intanto, per quanto riguarda i soldi, la Direzione Investigativa Antimafia ha già bloccato due appalti perché in odore di cosche mentre, per quanto riguarda il nuovo personale, restano comunque scoperte
Al di là della pedonalizzazione di Via dei Fori Imperiale, c’è l’emergenza Foro Romano sulla rivista Area, Settembre 2013 di Fausta Speranza Si fa presto a dire Parco archeologico: dopo le discussioni sulla pedonalizzazione di Via dei Fori Imperiali, la domanda più urgente non è tanto quante macchine continuino a percorrerla o quanto traffico sia rimbalzato su Via Merulana o quanto i cittadini siano contenti, ma piuttosto che cosa ne sia del contiguo Foro romano. Racchiude mille anni di storia
La rivoluzione datata di Papa Francesco tra “normalità” e “semplicità” sulla rivista Area, Agosto 2013 di Fausta Speranza Tra “normalità” e “semplicità” Francesco sta operando una rivoluzione nella Chiesa. La percezione è di tutti anche se ognuno la spiega a modo suo, credenti e non credenti. La rivoluzione consiste nel ripartire con adesione profonda dal Vangelo. E’ una rivoluzione datata, con un potenziale nuovo di decisionalità. Ma non è tutto qui. C’è anche un riposizionamento tra livello vitale del messaggio
Subito dopo la Cerimonia di consegna del Premio Sacharov il 12 dicembre 2012, in collegamento telefonico con la Sicilia dagli studi adiacenti all’emiciclo del Parlamento Europeo, Fausta Speranza interviene in diretta a radio CRM intervistata dal collega Vincenzo Lombardo:
La sfida delle sfide sulla rivista Area, Aprile 2012 di Fausta Speranza “Dare regole a Internet è la sfida più esaltante del mondo dell’informazione nei prossimi anni”. Sono parole del segretario della Federazione Nazionale Stampa Italiana (Fnsi), Franco Siddi, al dibattito organizzato a Roma dall’Unione Cattolica Stampa Italiana (Ucsi) ai primi di Marzo 2012. Titolo: “’Il lato oscuro della Rete. La sfida di Ulisse oggi: varcare il virtuale”. Un incontro organizzato partendo dalla consapevolezza che Internet rappresenta un mondo di
Svolte di civiltà sulla rivista Area, Gennaio 2012 di Fausta Speranza 10 anni dopo l’11 Settembre, “Negli ultimi giorni alcuni ritenevano che ciò non sarebbe stato possibile, a causa dei tragici eventi negli Stati Uniti…”. Esattamente 11 giorni dopo il drammatico 11 Settembre 2001, Giovanni Paolo II pronunciava queste parole, mettendo piede in Kazakhistan, paese dell’Asia centrale a maggioranza musulmana ma di tradizione multietnica e multireligiosa. Le sue parole erano ferme come la decisione di mantenere la prevista visita pastorale