Al via la Triennale d’Arte contemporanea delle Università Cattoliche

di FAUSTA SPERANZA

Osservatore Romano, 8 agosto 2026

Da Rio de Janeiro a Santiago del Cile, da Bogotà a Boston, da Milano a Lisbona, da Luanda a Venezia, parlando lo stesso linguaggio dell’empatia. È questo l’orizzonte della prima Triennale d’Arte contemporanea delle Università Cattoliche, l’iniziativa promossa dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione che coinvolge artisti, atenei e istituzioni culturali in tema di creazione artistica, ricerca scientifica e dialogo. Cento artisti e sette università da tre continenti sono chiamati a esplorare il ruolo dell’arte nell’affrontare le questioni più urgenti del nostro tempo attraverso mostre, commissioni, pubblicazioni e programmi pubblici. Con l’auspicio — espresso dal Prefetto del Dicastero, cardinale José Tolentino de Mendonça —di «rafforzare il ruolo internazionale delle Università Cattoliche come laboratori culturali capaci di contribuire al compito dell’umanizzazione, attivando dinamiche di pensiero a favore della pace, del progresso spirituale e della fraternità». Curatore generale è Nuno Crespo, direttore della Scuola delle Arti dell’Università Cattolica Portoghese.

La prima tappa si svolgerà nella capitale del Brasile dal 27 agosto al 15 novembre prossimi, mentre l’ultima tappa, prima dell’approdo a Venezia a inizio2027, si svolgerà nella capitale dell’Angola dal 29 ottobre al 20 dicembre. Titolo inaugurale Exercises in Empathy.

«L’empatia — spiega il cardinale José Tolentino de Mendonça nella sua presentazione del progetto — entra in scena come ferma disposizione che rende possibile coniugare una meticolosa attività scientifica con la cura costante per la persona». E dunque «è a partire dalla capacità di collocarsi dentro l’esperienza dell’altro e di abitarne il punto di vista, che l’università può compiere la sua vocazione più innata, ossia: generare comunità attorno alla verità».

Citando l’Enciclica di Papa Leone XIV Magnifica humanitas, il cardinale de Mendonça ribadisce che «non è un trattato sulla tecnologia» ma piuttosto «un documento sulla salvaguardia della persona umana nell’era dell’intelligenza artificiale », per sottolineare che è esattamente «in quel punto di tensione tra simulazione ed esperienza, che il Papa colloca l’empatia come categoria in pericolo, giustificando così l’urgenza del suo appello a una riflessione aperta». E il Prefetto cita il brano in cui si legge: «Quando la parola è simulata ma non incarnata, essa non costruisce una relazione, ma solo un’apparenza di essa».

La Triennale intende approfondire nello spazio pubblico il dibattito intorno alla salvaguardia dell’umano aperto proprio dall’Enciclica in cui il Papa chiarisce che le cosiddette intelligenze artificiali «possono simulare empatia o comprensione, ma non capiscono ciò che producono, perché non abitano l’orizzonte affettivo, relazionale e spirituale in cui l’umano diventa sapiente». Peraltro, Leone XIV incoraggia le università a leggere creativamente la complessità delle sfide presenti e a impegnarsi «a rendere più giusta e fraterna la vita delle nostre società».

La Triennale cerca in sostanza di rispondere positivamente a questo appello nella convinzione espressa dal Prefetto che «se esistesse una parola capace di rappresentare le università cattoliche e la loro visione integrale del significato dell’educazione questa parola sarebbe proprio “empatia”».

https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-08/quo-180/se-la-relazione-e-un-arte.html

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Fausta Speranza

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