{"id":608,"date":"2008-01-02T16:36:27","date_gmt":"2008-01-02T15:36:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.faustasperanza.eu\/wordpress\/?p=608"},"modified":"2016-10-10T16:38:23","modified_gmt":"2016-10-10T14:38:23","slug":"un-altro-iran-e-possibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.faustasperanza.eu\/wordpress\/2008\/01\/02\/un-altro-iran-e-possibile\/","title":{"rendered":"Un altro Iran \u00e8 possibile"},"content":{"rendered":"<p>2 Gennaio 2008<\/p>\n<h1>\u00a0di Fausta Speranza<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conversazione con Maryam Rajavi, presidente del Consiglio nazionale della resistenza iraniana. Le differenze fra Iran e Iraq. C&#8217;\u00e8 un&#8217;alternativa alla politica delle concessioni e all&#8217;intervento militare: la svolta democratica. Scenari di un Iran post-mullah.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aziende italiane e olandesi sono per il regime iraniano \u201cpersone molto amiche per il trasferimento di materiali proibiti in Iran\u201d. E\u2019 una delle denunce provenienti dalla resistenza al regime dei mullah, presentate l\u20198 novembre 2007 ai parlamentari britannici negli uffici di Westminster a Londra. L\u2019iniziativa \u00e8 del Consiglio nazionale della resistenza iraniana (Cnri), e si basa su un presunto documento riservato del regime di Ahmadi-Nejad che sarebbe stato segretamente portato all\u2019estero da una fonte della resistenza stessa. A sostenerlo \u00e8 il responsabile per le relazioni esterne del Cnri a Londra, Hossein Habedini, che fa nomi e cognomi: le italiane Troy e Tesco, le olandesi Royal Boskalis e Royal Haskonig, la cinese Zmpc. L\u2019anello di congiunzione in Iran sarebbe la Khatam ol-Anbia Construction Garrison, braccio economico del ministero della Difesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La principale richiesta del Cnri all\u2019Europa \u00e8 di adottare le stesse sanzioni decise dagli Stati Uniti il 25 ottobre scorso e cancellare dalla lista nera delle organizzazioni terroristiche i Mujahidin del popolo iraniano (Pmoi), nucleo di resistenza che opera sul campo in Iran. Gli Stati Uniti hanno sanzionato il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) e la sua unit\u00e0 extraterritoriale, conosciuta come Qods Force; nove altre entit\u00e0 affiliate all\u2019Irgc, con i loro capi; tre importanti banche iraniane.<br \/>\nIl Cnri \u00e8 stato creato nel 1981 e ha sede a Parigi e Londra. Il suo fondatore \u00e8 Massud Rajavi. Per motivi di sicurezza non \u00e8 dato sapere dove si trovi. La presidente \u00e8 una donna, Maryam Rajavi, che Limes ha intervistato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LIMES E\u2019 favorevole a un attacco militare americano all\u2019Iran?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">RAJAVI La soluzione alla crisi iraniana non \u00e8 n\u00e9 la politica delle concessioni al regime dei mullah, sostenuta negli ultimi due decenni dall\u2019Occidente in generale e dall\u2019Unione Europea in particolare, n\u00e9 la guerra e l\u2019intervento militare straniero. Come ho detto anche al Parlamento europeo e al Consiglio d\u2019Europa, esiste una terza opzione, l\u2019unica percorribile: una svolta democratica nel paese grazie al sostegno al popolo iraniano e alla resistenza organizzata. La politica delle concessioni, basata su interessi economici di vita breve, su contratti lucrativi con i mullah, ha avuto dirette e terribili conseguenze: ha esasperato l\u2019oppressione in Iran, ha spinto Teheran a cercare di dotarsi di armi nucleari, all\u2019esportazione del fondamentalismo nel Medio Oriente e nel mondo, al punto di coinvolgere l\u2019Europa stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LIMES E\u2019 possibile che la guerra rafforzi il potere di Ahmadi-Nejad?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">RAJAVI Questa idea \u00e8 frutto della propaganda del regime, interessato alla continuazione della politica delle concessioni. Un regime estremamente isolato e disprezzato all\u2019interno dell\u2019Iran. Solo l\u2019estate scorsa abbiamo assistito a pi\u00f9 di tremila manifestazioni o atti di protesta antigovernativi su tutto il territorio. Malgrado brutali repressioni e ripetuti arresti, studenti universitari hanno proseguito per parecchie settimane le loro dimostrazioni. Il 25 e il 26 giugno, nelle proteste per i razionamenti del gas, a Teheran e in molte altre citt\u00e0 ci sono state rivolte di giovani e di gente comune. Secondo i funzionari del regime, un terzo degli impianti di gas del paese \u00e8 stato danneggiato dalla resistenza popolare. La situazione \u00e8 cos\u00ec esplosiva che negli ultimi mesi diversi giovani sono stati impiccati alle gru nelle piazze principali per spargere il terrore. In questa situazione il tallone di Achille del regime \u00e8 il popolo iraniano e il suo movimento organizzato di resistenza: su questo bisogna contare. Far credere che rifiutare la politica delle concessioni sia uguale ad essere d\u2019accordo con la guerra degli stranieri contro l\u2019Iran \u00e8 parte della propaganda dei mullah.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LIMES Che cosa pensa succeder\u00e0 in Iran in caso di attacco americano?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">RAJAVI Non possiamo ragionare su situazioni ipotetiche. E&#8217; cruciale evitare che si arrivi a quel punto. La realt\u00e0 \u00e8 che nel 2005 Khamenei ha nominato Ahmadi-Nejad presidente del regime islamico e che tale regime ha dichiarato guerra al popolo iraniano e alla comunit\u00e0 internazionale. Da allora, i pasdaran, braccio operativo dei mullah, hanno preso il controllo degli organi chiave del regime. Un controllo che diventa sempre pi\u00f9 serrato. Oltre al presidente stesso e al primo vicepresidente, vengono dal bacino dei Guardiani della rivoluzione pi\u00f9 di venti membri del gabinetto di Ahmadi-Nejad, dieci governatori di provincia, il capo e sei membri del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, i capi della radio e della televisione di Stato, il 70% dei viceministri, 25mila funzionari di medio livello del governo e 80 parlamentari. Allo stesso tempo, i Guardiani della rivoluzione hanno preso il controllo dell\u2019economia iraniana. Controllano petrolio e gas, ma anche il 30% delle esportazioni non energetiche e il 57% delle importazioni. Fa tutto parte del consolidamento del fascismo religioso che governa il nostro paese da due anni. Di qui anche il tentativo di ottenere armi nucleari, oltre a quello di controllare l\u2019Iraq. Il punto \u00e8 quale reazione pu\u00f2 essere appropriata da parte dell\u2019Occidente. Finora la risposta \u00e8 stata inadeguata e il tempo corre in fretta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LIMES L\u2019Iran pu\u00f2 diventare come l\u2019Iraq?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">RAJAVI L\u2019Iran \u00e8 molto differente dall\u2019Iraq. E\u2019 vero che il nostro paese sta sviluppando il nucleare: secondo le nostre informazioni fra due anni disporr\u00e0 di armi nucleari. E\u2019 inconfutabile che il regime si stia intromettendo in Iraq: sappiamo per certo che in un\u2019area della provincia irachena di Maysan uomini del regime iraniano addestrano gli iracheni all\u2019uso di armi e materiale esplosivo. C\u2019\u00e8 una zona nei pressi di Teheran dove ci sono tre aziende che producono mine da strada per l\u2019Iraq. Ben 32mila iracheni sono sulla busta paga del regime iraniano.<br \/>\nMa in Iran -a differenza dell&#8217;Iraq di Saddam- c\u2019\u00e8 un&#8217;alternativa al regime ben visibile: \u00e8 il Consiglio nazionale della resistenza iraniana. Una coalizione di forze democratiche che si oppongono al regime, con uno specifico programma per il futuro del paese. Il Cnri agisce come un Parlamento in esilio e include un vasto spettro di forze collettive e individuali, inclusi esponenti di varie minoranze etniche e religiose. E\u2019 pronto, dopo la caduta dei mullah, a guidare il paese con metodi democratici, restando in carica sei mesi per poi lasciare il campo a un governo eletto dal popolo.<br \/>\nL\u2019organizzazione dei Mujahidin del popolo gode di largo consenso all\u2019interno dell\u2019Iran. La stragrande maggioranza delle 120mila persone perseguitate dal regime perch\u00e9 sostenevano la causa dei diritti umani e della democrazia negli ultimi 25 anni appartiene a questa organizzazione. In occasione del pi\u00f9 grande raduno della resistenza, svoltosi a Parigi il 30 giugno scorso, abbiamo contato pi\u00f9 di 50mila partecipanti.<br \/>\nDunque, ci sono tutti gli elementi per arrivare ad una svolta democratica. Ma l\u2019Occidente deve adottare una politica ferma e decisa nei confronti dell\u2019Iran. Deve imporre immediate e estese sanzioni su armi, tecnologie, petrolio, commercio, diplomazia. Deve rimuovere i Mujahidin del popolo dalla lista delle organizzazioni terroristiche, come hanno fatto il 25 ottobre scorso gli Stati Uniti e \u2013 torno a ripetere \u2013 assicurare sostegno morale e logistico alla resistenza iraniana.<br \/>\nI paesi europei, compresa l\u2019Italia, non hanno ancora abbandonato la politica delle concessioni. Continuarla significa preparare il terreno ad una catastrofe. E\u2019 tempo di svegliarsi e guardare in faccia questa realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LIMES In caso di conflitto, l\u2019Iran potrebbe dividersi su basi etniche?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">RAJAVI In Iran la linea di demarcazione non \u00e8 basata sulle divisioni etniche. Il punto \u00e8 l\u2019accettazione o meno del regime dei mullah. La stragrande maggioranza degli iraniani concorda sul fatto che la legge clericale e il fascismo religioso devono essere abbattuti e sostituiti con la democrazia e con uno Stato di diritto. Questo \u00e8 esattamente ci\u00f2 che il Cnri persegue. Ricordiamo che nel Consiglio sono rappresentate varie minoranze, inclusi azeri, curdi, arabi e altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LIMES Come immagina il suo paese dopo la caduta dei mullah?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">RAJAVI Innanzitutto con un governo provvisorio che getti le basi per libere elezioni e un\u2019assemblea costituente in sei mesi. Il voto popolare sar\u00e0 l\u2019unico arbitro. Io vedo un nuovo Iran, una societ\u00e0 libera e avanzata, in cui saranno aboliti la pena di morte, i tribunali reazionari, le pene medievali, in cui ci sar\u00e0 un governo basato sulla separazione tra religione e Stato. Finir\u00e0 l\u2019\u00e8ra delle esecuzioni e delle torture, della discriminazione contro diverse fedi, finir\u00e0 l\u2019imposizione del velo e l\u2019intrusione dello Stato nella vita privata dei cittadini; finir\u00e0 l\u2019\u00e8ra dell\u2019asservimento e dell\u2019oppressione delle donne. Le donne devono ottenere l\u2019uguaglianza rispetto agli uomini in tutti gli ambiti della legge. Posso dire che nel Consiglio della resistenza oltre la met\u00e0 siamo donne. Sar\u00e0 un paese in cui i giovani non saranno pi\u00f9 umiliati nelle loro energie e creativit\u00e0 ma saranno arbitri del loro destino. Con tanto talento e tante potenzialit\u00e0, il popolo iraniano non soffrir\u00e0 pi\u00f9 di povert\u00e0, fame e privazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>2 Gennaio 2008 \u00a0di Fausta Speranza Conversazione con Maryam Rajavi, presidente del Consiglio nazionale della resistenza iraniana. Le differenze fra Iran e Iraq. 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