{"id":602,"date":"2006-12-02T16:23:45","date_gmt":"2006-12-02T15:23:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.faustasperanza.eu\/wordpress\/?p=602"},"modified":"2016-10-10T16:28:03","modified_gmt":"2016-10-10T14:28:03","slug":"londongrad-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.faustasperanza.eu\/wordpress\/2006\/12\/02\/londongrad-2\/","title":{"rendered":"Londongrad"},"content":{"rendered":"<table class=\"contentpaneopen\">\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"contentheading\" width=\"100%\"><\/td>\n<td class=\"buttonheading\" align=\"right\" width=\"100%\"><a title=\"PDF\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/claudio\/Desktop\/Sito%20Fausta\/HTMOL\/http___www.faustasperanza.eu_\/www.faustasperanza.eu\/index.php\/limes\/londongrad.pdf\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.faustasperanza.eu\/images\/M_images\/pdf_button.png\" alt=\"PDF\" \/><\/a><\/td>\n<td class=\"buttonheading\" align=\"right\" width=\"100%\"><a title=\"Stampa\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/claudio\/Desktop\/Sito%20Fausta\/HTMOL\/http___www.faustasperanza.eu_\/www.faustasperanza.eu\/index.php\/limes\/78-londongradabf8.html?tmpl=component&amp;print=1&amp;page=\" rel=\"nofollow\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.faustasperanza.eu\/images\/M_images\/printButton.png\" alt=\"Stampa\" \/><\/a><\/td>\n<td class=\"buttonheading\" align=\"right\" width=\"100%\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table class=\"contentpaneopen\" style=\"height: 18790px;\" width=\"599\" data-find=\"_5\">\n<tbody data-find=\"_4\">\n<tr data-find=\"_3\">\n<td colspan=\"2\" valign=\"top\" data-find=\"_2\">Limes N. 6 2006<\/p>\n<h2>Vodga, caviale e affari all&#8217;ombra del Big Ben<\/h2>\n<p>di Fausta Speranza da Londra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" data-find=\"_1\">Non \u00e8 ancora \u2018Londongrad\u2019 ma la terza piazza borsistica al mondo parla sempre di pi\u00f9 russo. Le case acquistate da ex oligarchi sono tra le pi\u00f9 lussuose, compresa la residenza al numero 15 di Kensington Palace Gardens, accanto al palazzo numero due di Londra dopo Buckingham. A chi ha negli occhi la dimensione di bellezza e di esclusivit\u00e0 del luogo \u00e8 dato di capire di pi\u00f9 la portata, anche simbolica, dell\u2019acquisto. E di simbolico ci sarebbe anche che il vicino di casa \u00e8 il principe Michael di Kent, noto in Russia per la sua somiglianza con lo zar Nicola II. Di molto concreto c\u2019\u00e8 il prezzo: 41 milioni di pound, cio\u00e8 105 milioni di dollari. E se il pensiero va a Abramovic, il famoso magnate russo proprietario del Chelsea Fooball Club, si deve correggere. C\u2019\u00e8 qualcuno che ha battuto la sua offerta, sempre con accento russo. Si chiama Leonard Blavatnik e testimonia, non da solo, che Abramovic, che ha 40 anni, rappresenta un fenomeno particolare ma non un\u2019eccezione assoluta. Dietro la sua smisurata ricchezza ci sono altri, da meno ma non per molto. Approfondiremo questi nomi senza dimenticare il 58enne Boris Berezovsky, che dal Regno Unito ha ottenuto asilo politico e cittadinanza cambiando il nome in Platon Yelenin, ma che spesso si muove con passaporto israeliano.<br \/>\nCercando una qualche indicazione della presenza russa, dall\u2019Ambasciata di Mosca a Londra ci si sente dire che non c\u2019\u00e8 statistica neanche per quanto riguarda gli ingressi in Gran Bretagna. Il numero di permessi rilasciati risulta all\u2019Ambasciata britannica a Mosca: 11.130 visti nei primi otto mesi del 2006, che segnano un incremento rispetto al 2004 del 40%. Va da s\u00e9 che la cifra \u00e8 sottostimata, ci spiegano, perch\u00e8 mancano i clandestini. Attualmente sembra siano 70.000 i russi a Londra. Due anni fa, erano 40.000. C\u2019\u00e8 poi un dato che fotografa giovani e, quindi, di per s\u00e9 proiettato al futuro: quest\u2019anno sono 85 gli studenti russi alla London Economics and Political Sciences e, facendo il confronto ancora con due anni fa, si sfiora davvero il raddoppio. Erano infatti 44. Guardando invece alle cifre monetarie, ovviamente non ci sono statistiche. Si \u00e8 parlato di pi\u00f9 di 100 miliardi di dollari che hanno lasciato la Russia tra il 1998 e il 2004 per raggiungere, la maggior parte, conti offshore in Svizzera o altrove. Da l\u00ec \u00e8 impossibile seguirne le tracce, ma non si possono dimenticare i vantaggi che la Gran Bretagna offre in tema<br \/>\ndi tassazione a persone con conti offshore. Inoltre, nei soli primi sei mesi del 2005, compagnie russe hanno registrato 2,5 miliardi di dollari nella City.<br \/>\nIn ogni caso, se non \u00e8 dato sapere quanti soldi sono arrivati a Londra dalla Russia, si fotografano altri elementi che si traducono in soldi che girano. Ogni grande banca ha un impiegato che parla russo. Harvey Nichols, cugino pi\u00f9 giovane di Harrods, ha diversi assistenti madrelingua. Ogni negozio a livello di firme, come Fendi, ha un commesso in grado di capire e orientare i gusti delle signore russe. Robert Bailey, della Robert Bailey Property, agenzia specializzata in case di lusso, assicura che \u201cc\u2019\u00e8 una grande richiesta da parte di russi\u201d. A contendere il primato dei costi, e anche l\u2019attenzione dei russi, sono gli appartamenti in costruzione a Knightsbridge, che vantano misure di sicurezza da record.\u00a0 Il progetto \u00e8 stato approvato a febbraio 2006 dalle autorit\u00e0:\u00a0 prevede 86 appartamenti al prezzo di 20 milioni di pound l\u2019una ed \u00e8 una produzione dei giovani fratelli Nick e Christian Candy, designer e progettisti che vivono nel pi\u00f9 costoso appartamento di Londra, 27 milioni di pound. Saranno dotati di ascensori con accesso direttamente a Hyde Park, sistemi biometrici che riconoscono l\u2019iride, telecamere a prova di proiettili e altre sofisticatissime misure di sicurezza.\u00a0 Viene in mente che Berezovisky ha ottenuto la cittadinanza dichiarando di essere in pericolo di vita in patria. Ma certamente non mancano seri motivi per difendersi a nessun miliardario o milionario.<br \/>\nNel caso di altre due esclusive agenzie immobiliari, Savills Estate Agency e Harrods Estate, si parla di case e propriet\u00e0. Della Savills, basta dire che \u00e8 leader del settore, della Harrods Estate, che ha due uffici: uno a Knightsbridge, che si occupa delle vendite a Chelsea, Belgravia, Knightsbridge e South Kensington,\u00a0 e uno a Mayfair, che copre Regents Park, St James. Sono le zone di Londra pi\u00f9 belle in assoluto e quelle che contano di pi\u00f9. Ed \u00e8 significativo che entrambe le agenzie abbiano un desk per la clientela russa. Abbiamo provato a chiedere a Alexandra Lovel, riferimento per la prima, e a Tatiana Beker, riferimento per la seconda, qualche statistica di vendita ma il rispetto della privacy del cliente \u00e8 assoluto. Si conferma la percezione di una presenza al top.<br \/>\nPasseggiando presso Gloucester Road o entrando in uno dei Pub di livello a<br \/>\nTower Hill, non siamo pi\u00f9 sul piano dei miliardari ma di operatori di borsa, agenti di cambio e assicuratori. All\u2019Emperor Pub alcune sere senti parlare pi\u00f9 russo che inglese. Ci spiegano che parecchi nightclub fanno venire da Mosca i DJ. Al Bar Aquarium in Old Street la notte si fa proprio russa: bande in costumi tipici, donne biondi e forti che danzano con seduzione. E\u2019 tenuto da Andrei Lomin, che ci tiene a mettere sul piatto della conversazione la sua laurea in Oceanologia prima di altro, e da sua moglie Sonia, che fa la modella. E\u2019 l\u00ec che ci siamo sentiti spiegare che un russo si sente accolto e amato dagli inglesi, perch\u00e9 si tratta di due grandi popoli, per poi sentir dire, quasi en passant, che il russo si distingue sempre per un eccezionale binomio di forza e cultura. E\u2019 un businessman che, con l\u2019aria di riaffermare quanto sostiene spesso,\u00a0 spiega orgoglioso che un uomo russo pu\u00f2 costruire una casa dalle fondamenta e citare Dostojevski. Per poi aggiungere, dopo una pausa, che in Inghilterra gli uomini devono chiamare un idraulico per una goccia d\u2019acqua. Analoga sensazione vicina ad un\u2019allucinazione da colbacchi puoi averla il gioved\u00ec sera a Vauxhall Station, ma la frequentazione scende ulteriormente di livello. Siamo su un piano difficile da definire perch\u00e9 si ostentano pi\u00f9 o meno soldi ma in modi che a volte\u00a0 tradiscono uno scarso livello culturale.<br \/>\nQuesti sono angoli che si scoprono osservando\u00a0 bene una citt\u00e0 come Londra dove si parlano 300 lingue e dove\u00a0 la multiculturalit\u00e0 \u00e8 stata sperimentata prima che teorizzata. Ci sono, cio\u00e8, isole di citt\u00e0 dove in certi momenti viene voglia di caviale e dove girano giornali e magazine russi, ma una citt\u00e0 cos\u00ec inglese e cos\u00ec plurietnica come la citt\u00e0 di Blackfriars e di Piccadilly Circus pu\u00f2 anche contenere tutto ci\u00f2 senza che il turista pi\u00f9 curioso o il giornalista attento se ne accorgano a prima vista. Non pu\u00f2 certo colpire pi\u00f9 di tanto sapere che Trafalgar Square\u00a0 ha ospitato a gennaio 2006 il secondo Festival invernale russo, perch\u00e9 vengono in mente manifestazioni di ogni genere.<br \/>\nIl punto \u00e8 che, pur sapendo che ci sono almeno 7 pubblicazioni che escono a Londra in russo, \u00e8 ben difficile trovarle. Hai molte chance se partecipi ad uno dei<br \/>\npossibili ritrovi. Gi\u00e0 ne hai meno se frequenti uno dei ristoranti che si stanno moltiplicando all\u2019ombra di Caviar House, o se fai acquisti in uno dei circa 40 negozi di<br \/>\nprodotti alimentari tipici russi. La Russian Media House, che pu\u00f2 essere un punto di riferimento, non ha alcuna insegna esterna e neanche una scritta che la identifichi sul citofono. Ma se arrivi ad avere tra le mani\u00a0 una delle patinate riviste, il target pubblicitario \u00e8 ben definito e inequivocabile: una clientela di ben alto livello. Harrods viene menzionato solo per l\u2019area dedicata ai gioielli e ti scopri a pensare che in effetti \u00e8 un grande magazzino appena pi\u00f9 folcloristico di altri, se ti fai una passeggiata cercando gli altri negozi citati nella rivista e concentrati nelle zone pi\u00f9 \u2018in\u2019. L\u2019universo acquisti comincia a Jermyn Street, strada di alta sartoria. Non mancano gli indirizzi precisi di tutte le firme a livello mondiale in tema di abiti, e di inglese c\u2019\u00e8 l\u2019atelier delle costose e stravaganti creazioni di Scarlet Ribbon a Conduit Street. Per i cappelli l\u2019indicazione \u00e8 per Lock and Company in St. James Street. Un\u2019altra strada che compare pi\u00f9 volte \u00e8 Pall Mall, la strada dei tradizionali elitari club inglesi. A proposito di club, per il golf \u00e8 pubblicizzato il Stoke Park Club, che lasciamo all\u2019immaginazione del lettore. Per un parrucchiere il suggerimento \u00e8 ancora una volta a knightsbridge. Insomma \u00e8 solo di questo tenore, visto che non ci sono cadute di livello,\u00a0 quello che interessa\u00a0 trovare alla maggioranza di russi presenti a Londra, se le riviste si focalizzano su questo. D\u2019altra parte, la Exclusive London from Russia Media House, pubblicata in formato quaderno, si presenta subito in copertina con il logo rappresentato da un grande diamante, che traduce per l\u2019immaginario il termine \u201cexclusive\u201d.<br \/>\nSe tutto ci\u00f2 non \u00e8 esattamente evidente al primo impatto, anche perch\u00e9 la clientela giapponese fa la sua parte nello svaligiare le gioiellerie di Bond Street, diverso \u00e8 il punto di vista di uomini d\u2019affari, commercianti\u00a0 e soprattutto di consulenti finanziari. Loro sono ben consapevoli di questa clientela russa e stanno gestendo il tutto come una grande, scrupolosa \u201cindustria di soldi\u201d. L\u2019espressione \u00e8 del legale Joe McDonald.\u00a0 E come tale deve vederla\u00a0 anche l\u2019occhio politico, se un esponente come Gordon Brown fa trapelare di avere dei dubbi su qualche aspetto del fenomeno per poi bloccarsi. E sembra di capire che a fermarlo siano state le cifre spese da russi. Abbiamo gi\u00e0 capito che i turisti spendono<br \/>\ncome gli americani ma poi ci sono anche i pi\u00f9 o meno residenti che, oltre a comprare intoccabili propriet\u00e0 e a consumare in ristoranti d\u2019elite, assicurano i salari a tutti i dipendenti, dal cuoco all\u2019autista al traduttore. Tutto pu\u00f2 servire: quando, a gennaio scorso, Abramovic ha avuto un infortunio al menisco ha prenotato un ricovero al Wellington Hospital pagando 700 pound a notte. Sono comodit\u00e0 obbligate per\u00a0 chi pu\u00f2 permettersi di vivere, o soggiornare, a un passo dai monumenti storici\u00a0 della citt\u00e0 con\u00a0 un mercato immobiliare pi\u00f9 costoso di New York. C\u2019\u00e8 anche chi \u201cconsuma\u201d di passaggio, come Oleg Deripaska, uno dei dieci miliardari russi che almeno per un lungo periodo ha fatto tappa a Londra tutte le settimane, dichiarando di voler migliorare il suo inglese. Neanche a dirlo ha un punto di appoggio in una casa a Belgravia. Dove ne ha una\u00a0 anche Abramovic. A Chelsea, invece,\u00a0 ha comprato casa Berezovsky, mentre ha scelto Mayfair\u00a0 Alexandre Gaydamak, il trentenne che a gennaio scorso ha fatto un\u2019offerta impossibile da rifiutare per acquistare la met\u00e0 del Portsmouth Football Club, anche se non \u00e8 chiaro se rientri nei 36 miliardari russi o se apra la lista dei milionari.<br \/>\nStiamo parlando di ex oligarchi che hanno fatto fortuna dai tempi delle liberalizzazioni selvagge di Eltsin e di nuovi ricchi russi. Nel 2003 il quasi sconosciuto\u00a0 Abramovic arriva alla ribalta delle cronache\u00a0 con l\u2019assegno di 300 milioni di dollari con cui acquista il Chelsea Football Club. E\u2019 evidente che dalla Piazza Rossa gi\u00e0 si guardava a Westminster quando, due anni fa, il pi\u00f9 ricco di tutti, Khodorkovsky,\u00a0 \u00e8 stato condannato, con la sua Yukos, per frode ed evasione fiscale e poi inviato in Siberia. Una mossa partita dal Cremlino dopo anni di espansione economica del miliardario ma solo dopo pochissimo tempo dal suo serio interessamento alla politica. Qualcosa di diverso dall\u2019impegno di governatore della regione Chukotka assunto tempo fa per due anni da Abramovic. In ogni caso, dalla caduta di\u00a0 Khodorkovsky in molti hanno pensato di navigare nel Tamigi. Nel 2005 Abramovic,\u00a0 che deve sostanzialmente la sua fortuna al petrolio, ha venduto al governo russo per 7,4 miliardi di pound la Compagnia petrolifera Sibneft che aveva acquistato per poco meno di 100 milioni di pound insieme con Berezovisky. E, parlando di Abramovic, si deve ricordare che nel 2001 la polizia russa aveva aperto un\u2019indagine contro la sua<br \/>\nSibneft per un\u2019evasione fiscale di circa 450 milioni di dollari, ma il caso \u00e8 stato chiuso senza\u00a0\u00a0 \u00a0procedimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va detto perch\u00e9 scelgono Londra, lasciando da parte il fascino e la vivibilit\u00e0 di una citt\u00e0 fatta di tanti \u201cvillaggi\u201d e di tante facce ma capace di un abbraccio particolare. Le ragioni vere stanno nell\u2019essere un forte mercato di capitali molto vicino a Mosca, solo 4 ore di volo che in jet privati si riducono a tre, e poi ci sono il sistema fiscale favorevole e il sistema giudiziario che ben protegge gli investitori. Non \u00e8 una novit\u00e0 che gli investimenti in Gran Bretagna sono largamente incentivati dal governo,\u00a0 che gli investitori stranieri godono\u00a0 dello stesso\u00a0 trattamento dei locali e che soldi provenienti da conti offshore non sono indagati. Se provengono da affari non leciti non \u00e8 un problema del Regno Unito dove arrivano.<br \/>\nIl commercialista di alto livello Humphrey Creed ribadisce, dal suo studio a Salisbury Square, che l\u2019apertura assoluta agli investimenti \u00e8 una scelta politica.\u00a0 In testa tra gli investitori ci sono gli Stati Uniti, seguiti dall\u2019India. La Russia \u2013 ci dice \u2013 non saprebbe collocarla. Del sistema inglese, Creed dice\u00a0 che \u201csi tratta delle tasse pi\u00f9 basse rispetto al resto del mondo\u201d. Ci ricorda la filosofia che ci sta dietro: \u201cTassare meno pi\u00f9 persone porta pi\u00f9 soldi che tassare di pi\u00f9 meno persone, anche perch\u00e9 comporta meno evasione\u201d. Sulla dimensione della clientela russa dei commercialisti, Creed non si sbilancia ma ammette che quasi tutti i pi\u00f9 noti si avvalgono di personale che parla la lingua. Lui sembra fare eccezione ma poi spiega che il suo gruppo ha una partnership con una compagnia in Russia. Dunque la consulenza sembra essere a monte, piuttosto che a valle.<br \/>\nIl punto \u00e8 che ci sono soldi che vengono spesi a Londra ma che in Gran Bretagna non sembrano arrivare. In realt\u00e0,\u00a0 guadagni realizzati all\u2019estero non sono tassabili ma lo diventano se entrano nel Paese, ad esempio con un acquisto. I conti offshore non sono un fenomeno russo-britannico ma ce ne occupiamo perch\u00e9 cerchiamo di capire se i ricchi russi, che continuano ad arrivare, pagano tasse a sua Maest\u00e0. E se questo pu\u00f2 essere un bel motivo in pi\u00f9 per amare il Big Ben. Va ricordato che chi \u00e8 domiciliato in Russia, nel Regno Unito\u00a0 pu\u00f2 comprare e vendere senza pagare pegno, a meno che non controlli gli affari dalla Gran Bretagna. Rakesh Kapila,<br \/>\ncommercialista insignito del titolo di membro dell\u2019Accademia di esperti e specializzato<br \/>\ntra l\u2019altro in investigazioni di frodi, ricorda il caso di Mohamed Al-Fayed che non intendeva pagare le tasse su affari esteri ma che ha perso la sua causa perch\u00e9 li gestiva dalla Gran Bretagna. Kapila aggiunge per\u00f2 che, con le nuove tecnologie, \u00e8 molto difficile provare una cosa del genere. Ammette che l\u2019espressione \u201cgrande industria di soldi\u201d per consulenti ed esperti di tasse \u00e8 giustificata. E offre solo alcuni esempi di stratagemmi per\u00a0 evitare di pagare le tasse restando nella legalit\u00e0: dichiarare che il 30% del tempo di gestione degli affari \u00e8 all\u2019estero; tenere nelle isole Cayman il 20-30% dei profitti; portare soldi nel Regno Unito ma tenere separati i conti per il capitale e per gli interessi. Ricordiamo che il non residente deve trascorrere meno di 183 giorni\u00a0 l\u2019anno su territorio britannico e, su 4 anni, meno\u00a0 di 90 giorni di media. Non far timbrare il passaporto \u00e8 lo stratagemma pi\u00f9 elementare. Ovviamente non sono solo questi gli escamotage\u00a0 che fruttano una fortuna ai consulenti della City, ma sono\u00a0 esempi.<br \/>\nIn tema sono ovviamente anche i paradisi fiscali che non nascono certo con il fenomeno dei miliardari russi a Londra, ma che rientrano nel capitolo stratagemmi. Si pu\u00f2 comprare qualcosa in Cina a 10 pound, venderla in Jersey a 12 e poi in Gran Bretagna\u00a0 a 13. Se si denuncia solo il prezzo in Jersey e nel Regno Unito il profitto, su cui si pagher\u00e0 tassa, \u00e8 solo di un pound. Kapila spiega che nel caso delle isole Jersey o\u00a0 Guernsey c\u2019\u00e8 pi\u00f9 di un legame con il mondo anglosassone e dunque pu\u00f2 essere pi\u00f9\u00a0 facile indagare. E fa l\u2019esempio del gruppo bancario Barclays che per una questione di carte di credito ha ottenuto dati abbastanza riservati da autorit\u00e0 in Jersey. Ma per altri paradisi fiscali non c\u2019\u00e8 appiglio per investigazioni. E, sempre in tema di indagini, Kapila ammette che le risorse sono limitate e spiega che vengono indirizzate sui grandi gruppi: non ci si pu\u00f2 permettere di puntare agli individui, per i quali tra l\u2019altro \u00e8 anche pi\u00f9 difficile. Ci viene da pensare che ci sono individui che fatturano come, o pi\u00f9, di una grande compagnia farmaceutica e Kapila ci conferma che \u201cil sospetto \u00e8 che ce ne siano soprattutto dall\u2019est Europa\u201d. Ammette anche che \u201cfinora non c\u2019\u00e8 stata una focalizzazione su stranieri\u201d. E poi c\u2019\u00e8 la situazione dei controlli che l\u2019esperto di frodi fotografa cos\u00ec: prima c\u2019erano due dipartimenti, uno per le frodi sulle tasse delle<br \/>\nentrate e uno per le frodi relative all\u2019IVA. Sono stati accorpati e a farla da padrona \u00e8<br \/>\nl\u2019IVA perch\u00e9 alimenta, nel Regno Unito, un\u2019evasione di 5 miliardi l\u2019anno. Non meraviglia perch\u00e9 si tratta di un fenomeno generalizzato: l\u2019Unione Europea perde 50 miliardi l\u2019anno per frodi relative all\u2019IVA, una cifra pari a quanto spende in politica agricola.<br \/>\nIn definitiva \u00e8 Kapila stesso a citare Roman Abramovic, dicendo che \u201cci sono parecchie chiacchiere su di lui\u201d ma che non si meraviglierebbe se dal punto di vista legale fosse\u00a0 inattaccabile.\u00a0 Aggiunge per\u00f2 che si tratta di un caso particolare perch\u00e9 \u00e8 personaggio che definisce in inglese \u201ctoo connected\u201d per essere indagato, che si pu\u00f2 tradurre in diversi modi ma significa sempre che ha buone conoscenze e relazioni. Sappiamo che \u00e8 pi\u00f9 ricco del duca di Westminster.<br \/>\nDi sicuro possiede una maestosa propriet\u00e0 a Rogate nel West Sussex che si estende\u00a0 per 10 kmq, con campi da polo tra i migliori d\u2019Inghilterra, guardie del corpo scelte tra ex SAS, le teste di cuoio dei servizi segreti inglesi, e un edificio per sauna e piscina lungo 130 m. e ribattezzato dai vicini Roman Empire Building.\u00a0 Ha comprato una casa storica nella Eaton Square di Londra, oltre a quella di Belgravia e, secondo\u00a0 alcuni, altre case nella capitale. Ma Abramovic sembra proprio abbia evitato di prendere la residenza. In Gran Bretagna, precisamente a Weybridge, nel Surrey, ha base la sua Millhouse Capital, il gruppo societario per la gestione del capitale che, nato nel 2001, ha fatto parlare in particolare per l\u2019accordo con la Gazprom, alla quale ha venduto oltre il 72% della Sibneft.\u00a0 Anche Berezovisky\u00a0 potrebbe non essere residente n\u00e9 nella casa a Londra n\u00e9 nella propriet\u00e0 vicino Godalming in Surrey. Lo stesso sar\u00e0 per il cantante russo Alsou, che ha un appartamento che affaccia su Lord\u2019s Cricket Ground. O per il gi\u00e0 citato Leonard Blavatnik, 47 anni,\u00a0 che ha fatto soldi ancora una volta con il petrolio, ma anche con gas e metalli. Ha lasciato la Russia per New York nel 1978 ma poi, alla caduta del comunismo, \u00e8 tornato in patria, in tempo per prendere parte alla spartizione della torta delle liberalizzazioni. Nel 2003 ha messo su la TNK-BP, terza compagnia di petrolio in Russia. Nel 2004 ha fatto l\u2019acquisto pi\u00f9 prestigioso, di cui dicevamo: la propriet\u00e0 a Kensington Palace Gardens, nell\u2019area delle ambasciate, tra cui quella russa, dove possono passare solo macchine autorizzate e<br \/>\nanche i pedoni sono strettamente controllati. Una zona lontana dal traffico londinese<br \/>\ncome tanti incantevoli angoli\u00a0 della citt\u00e0 rappresentata dalla caotica Oxford Street ma anche dagli aristocratici cortili alle spalle di Fleet Street, ma non altrettanto frequentabile.<br \/>\nAbbiamo cercato di parlare con Abramovic, pur sapendo che ha sempre negato interviste e che in Russia un quotidiano offre una \u201ctaglia\u201d per chi pu\u00f2 esibire una sua foto recente. La parola d\u2019ordine, dichiarata, \u00e8 niente interviste, niente titoli nei media. Berezovisky non ha proprio risposto all\u2019invito. Il suo avvocato\u00a0 Andrew\u00a0 Stephenson\u00a0 ci ha ricordato la sua riservatezza e le sofferenze per le diffamazioni subite, ma \u2013 aggiungiamo \u2013 ben respinte al mittente, vista l\u2019ultima causa vinta con il The Guardian, costretto, di recente, a pagare 20.000 pound, 35.000 dollari, e a porgere pubbliche scuse.<br \/>\nNon si tratta di diffamazioni, ma c\u2019\u00e8 qualcosa che Anya e Oleg, da alcuni mesi a Londra, rimproverano alla maggior parte degli inglesi: vedono in ogni russo un bevitore di vodga e intravedono alle sue spalle una famiglia di militari, per non parlare dell\u2019allusione alla mafia. Insomma, luoghi comuni che \u2013 dicono \u2013 non sono sempre veri. Tanya da dieci anni lavora nella capitale britannica e fa presente di aver assistito alla nascita del primo giornale russo pubblicato all\u2019ombra di Westminster. Veste con gusto occidentale raffinato e parla un ottimo inglese. Sembra propensa ad assolvere chi cade negli stereotipi e poi aggiunge che lei spesso ricorda ai suoi interlocutori che \u201cl\u2019Armata rossa ha salvato l\u2019Europa da Napoleone e da Hitler\u201d. Cerchiamo di usare la stessa clemenza da lei usata per gli stereotipi per quello che ci sembra un particolarissimo punto di vista.<br \/>\nA rivendicare un patrimonio di secoli \u00e8 anche padre Vadim, della Chiesa ortodossa a Londra, ma la sua \u00e8 una raccomandazione: \u201cI russi devono salvaguardare la loro cultura e condividere con gli inglesi l\u2019anima russa che hanno formato in centinaia di anni\u201d.<br \/>\nE il pensiero corre a curiosit\u00e0 storiche in tema di relazioni Russia-Gran Bretagna. Pensiamo al 1555 quando Ivan il terribile concesse a un gruppo di inglesi un monopolio su pellame, legname e vestiti. Nasceva la MUSCOY Company. Ben pi\u00f9 tardi<br \/>\nLenin complotter\u00e0 anche da Londra. E poi c\u2019\u00e8 il fatto che, dopo la presa di potere da<br \/>\nparte dei bolscevichi, aristocrazia e intellighenzia russa si ripararono nella capitale dell\u2019Inghilterra. Immaginiamo conversazioni tra notabili, intramezzate da tartine al caviale e tazze di t\u00e8 e scandite da un inglese perfetto e un inglese pronunciato con la forza della musicalit\u00e0 russa. Cadiamo in altri stereotipi, che possono darci, per\u00f2, il senso dello spessore delle culture e delle occasioni di incontro nella storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 ancora \u2018Londongrad\u2019 ma la terza piazza borsistica al mondo parla sempre di pi\u00f9 russo. Le case acquistate da ex oligarchi sono tra le pi\u00f9 lussuose, compresa la residenza al numero 15 di Kensington Palace Gardens, accanto al palazzo numero due di Londra dopo Buckingham. A chi ha negli occhi la dimensione di bellezza e di esclusivit\u00e0 del luogo \u00e8 dato di capire di pi\u00f9 la portata, anche simbolica, dell\u2019acquisto. E di simbolico ci sarebbe anche che il vicino di casa \u00e8 il principe Michael di Kent, noto in Russia per la sua somiglianza con lo zar Nicola II. Di molto concreto c\u2019\u00e8 il prezzo: 41 milioni di pound, cio\u00e8 105 milioni di dollari. E se il pensiero va a Abramovic, il famoso magnate russo proprietario del Chelsea Fooball Club, si deve correggere. C\u2019\u00e8 qualcuno che ha battuto la sua offerta, sempre con accento russo. Si chiama Leonard Blavatnik e testimonia, non da solo, che Abramovic, che ha 40 anni, rappresenta un fenomeno particolare ma non un\u2019eccezione assoluta. Dietro la sua smisurata ricchezza ci sono altri, da meno ma non per molto. Approfondiremo questi nomi senza dimenticare il 58enne Boris Berezovsky, che dal Regno Unito ha ottenuto asilo politico e cittadinanza cambiando il nome in Platon Yelenin, ma che spesso si muove con passaporto israeliano.<br \/>\nCercando una qualche indicazione della presenza russa, dall\u2019Ambasciata di Mosca a Londra ci si sente dire che non c\u2019\u00e8 statistica neanche per quanto riguarda gli ingressi in Gran Bretagna. Il numero di permessi rilasciati risulta all\u2019Ambasciata britannica a Mosca: 11.130 visti nei primi otto mesi del 2006, che segnano un incremento rispetto al 2004 del 40%. Va da s\u00e9 che la cifra \u00e8 sottostimata, ci spiegano, perch\u00e8 mancano i clandestini. Attualmente sembra siano 70.000 i russi a Londra. Due anni fa, erano 40.000. C\u2019\u00e8 poi un dato che fotografa giovani e, quindi, di per s\u00e9 proiettato al futuro: quest\u2019anno sono 85 gli studenti russi alla London Economics and Political Sciences e, facendo il confronto ancora con due anni fa, si sfiora davvero il raddoppio. Erano infatti 44. Guardando invece alle cifre monetarie, ovviamente non ci sono statistiche. Si \u00e8 parlato di pi\u00f9 di 100 miliardi di dollari che hanno lasciato la Russia tra il 1998 e il 2004 per raggiungere, la maggior parte, conti offshore in Svizzera o altrove. Da l\u00ec \u00e8 impossibile seguirne le tracce, ma non si possono dimenticare i vantaggi che la Gran Bretagna offre in tema<br \/>\ndi tassazione a persone con conti offshore. Inoltre, nei soli primi sei mesi del 2005, compagnie russe hanno registrato 2,5 miliardi di dollari nella City.<br \/>\nIn ogni caso, se non \u00e8 dato sapere quanti soldi sono arrivati a Londra dalla Russia, si fotografano altri elementi che si traducono in soldi che girano. Ogni grande banca ha un impiegato che parla russo. Harvey Nichols, cugino pi\u00f9 giovane di Harrods, ha diversi assistenti madrelingua. Ogni negozio a livello di firme, come Fendi, ha un commesso in grado di capire e orientare i gusti delle signore russe. Robert Bailey, della Robert Bailey Property, agenzia specializzata in case di lusso, assicura che \u201cc\u2019\u00e8 una grande richiesta da parte di russi\u201d. A contendere il primato dei costi, e anche l\u2019attenzione dei russi, sono gli appartamenti in costruzione a Knightsbridge, che vantano misure di sicurezza da record.\u00a0 Il progetto \u00e8 stato approvato a febbraio 2006 dalle autorit\u00e0:\u00a0 prevede 86 appartamenti al prezzo di 20 milioni di pound l\u2019una ed \u00e8 una produzione dei giovani fratelli Nick e Christian Candy, designer e progettisti che vivono nel pi\u00f9 costoso appartamento di Londra, 27 milioni di pound. Saranno dotati di ascensori con accesso direttamente a Hyde Park, sistemi biometrici che riconoscono l\u2019iride, telecamere a prova di proiettili e altre sofisticatissime misure di sicurezza.\u00a0 Viene in mente che Berezovisky ha ottenuto la cittadinanza dichiarando di essere in pericolo di vita in patria. Ma certamente non mancano seri motivi per difendersi a nessun miliardario o milionario.<br \/>\nNel caso di altre due esclusive agenzie immobiliari, Savills Estate Agency e Harrods Estate, si parla di case e propriet\u00e0. Della Savills, basta dire che \u00e8 leader del settore, della Harrods Estate, che ha due uffici: uno a Knightsbridge, che si occupa delle vendite a Chelsea, Belgravia, Knightsbridge e South Kensington,\u00a0 e uno a Mayfair, che copre Regents Park, St James. Sono le zone di Londra pi\u00f9 belle in assoluto e quelle che contano di pi\u00f9. Ed \u00e8 significativo che entrambe le agenzie abbiano un desk per la clientela russa. Abbiamo provato a chiedere a Alexandra Lovel, riferimento per la prima, e a Tatiana Beker, riferimento per la seconda, qualche statistica di vendita ma il rispetto della privacy del cliente \u00e8 assoluto. Si conferma la percezione di una presenza al top.<br \/>\nPasseggiando presso Gloucester Road o entrando in uno dei Pub di livello a<br \/>\nTower Hill, non siamo pi\u00f9 sul piano dei miliardari ma di operatori di borsa, agenti di cambio e assicuratori. All\u2019Emperor Pub alcune sere senti parlare pi\u00f9 russo che inglese. Ci spiegano che parecchi nightclub fanno venire da Mosca i DJ. Al Bar Aquarium in Old Street la notte si fa proprio russa: bande in costumi tipici, donne biondi e forti che danzano con seduzione. E\u2019 tenuto da Andrei Lomin, che ci tiene a mettere sul piatto della conversazione la sua laurea in Oceanologia prima di altro, e da sua moglie Sonia, che fa la modella. E\u2019 l\u00ec che ci siamo sentiti spiegare che un russo si sente accolto e amato dagli inglesi, perch\u00e9 si tratta di due grandi popoli, per poi sentir dire, quasi en passant, che il russo si distingue sempre per un eccezionale binomio di forza e cultura. E\u2019 un businessman che, con l\u2019aria di riaffermare quanto sostiene spesso,\u00a0 spiega orgoglioso che un uomo russo pu\u00f2 costruire una casa dalle fondamenta e citare Dostojevski. Per poi aggiungere, dopo una pausa, che in Inghilterra gli uomini devono chiamare un idraulico per una goccia d\u2019acqua. Analoga sensazione vicina ad un\u2019allucinazione da colbacchi puoi averla il gioved\u00ec sera a Vauxhall Station, ma la frequentazione scende ulteriormente di livello. Siamo su un piano difficile da definire perch\u00e9 si ostentano pi\u00f9 o meno soldi ma in modi che a volte\u00a0 tradiscono uno scarso livello culturale.<br \/>\nQuesti sono angoli che si scoprono osservando\u00a0 bene una citt\u00e0 come Londra dove si parlano 300 lingue e dove\u00a0 la multiculturalit\u00e0 \u00e8 stata sperimentata prima che teorizzata. Ci sono, cio\u00e8, isole di citt\u00e0 dove in certi momenti viene voglia di caviale e dove girano giornali e magazine russi, ma una citt\u00e0 cos\u00ec inglese e cos\u00ec plurietnica come la citt\u00e0 di Blackfriars e di Piccadilly Circus pu\u00f2 anche contenere tutto ci\u00f2 senza che il turista pi\u00f9 curioso o il giornalista attento se ne accorgano a prima vista. Non pu\u00f2 certo colpire pi\u00f9 di tanto sapere che Trafalgar Square\u00a0 ha ospitato a gennaio 2006 il secondo Festival invernale russo, perch\u00e9 vengono in mente manifestazioni di ogni genere.<br \/>\nIl punto \u00e8 che, pur sapendo che ci sono almeno 7 pubblicazioni che escono a Londra in russo, \u00e8 ben difficile trovarle. Hai molte chance se partecipi ad uno dei<br \/>\npossibili ritrovi. Gi\u00e0 ne hai meno se frequenti uno dei ristoranti che si stanno moltiplicando all\u2019ombra di Caviar House, o se fai acquisti in uno dei circa 40 negozi di<br \/>\nprodotti alimentari tipici russi. La Russian Media House, che pu\u00f2 essere un punto di riferimento, non ha alcuna insegna esterna e neanche una scritta che la identifichi sul citofono. Ma se arrivi ad avere tra le mani\u00a0 una delle patinate riviste, il target pubblicitario \u00e8 ben definito e inequivocabile: una clientela di ben alto livello. Harrods viene menzionato solo per l\u2019area dedicata ai gioielli e ti scopri a pensare che in effetti \u00e8 un grande magazzino appena pi\u00f9 folcloristico di altri, se ti fai una passeggiata cercando gli altri negozi citati nella rivista e concentrati nelle zone pi\u00f9 \u2018in\u2019. L\u2019universo acquisti comincia a Jermyn Street, strada di alta sartoria. Non mancano gli indirizzi precisi di tutte le firme a livello mondiale in tema di abiti, e di inglese c\u2019\u00e8 l\u2019atelier delle costose e stravaganti creazioni di Scarlet Ribbon a Conduit Street. Per i cappelli l\u2019indicazione \u00e8 per Lock and Company in St. James Street. Un\u2019altra strada che compare pi\u00f9 volte \u00e8 Pall Mall, la strada dei tradizionali elitari club inglesi. A proposito di club, per il golf \u00e8 pubblicizzato il Stoke Park Club, che lasciamo all\u2019immaginazione del lettore. Per un parrucchiere il suggerimento \u00e8 ancora una volta a knightsbridge. Insomma \u00e8 solo di questo tenore, visto che non ci sono cadute di livello,\u00a0 quello che interessa\u00a0 trovare alla maggioranza di russi presenti a Londra, se le riviste si focalizzano su questo. D\u2019altra parte, la Exclusive London from Russia Media House, pubblicata in formato quaderno, si presenta subito in copertina con il logo rappresentato da un grande diamante, che traduce per l\u2019immaginario il termine \u201cexclusive\u201d.<br \/>\nSe tutto ci\u00f2 non \u00e8 esattamente evidente al primo impatto, anche perch\u00e9 la clientela giapponese fa la sua parte nello svaligiare le gioiellerie di Bond Street, diverso \u00e8 il punto di vista di uomini d\u2019affari, commercianti\u00a0 e soprattutto di consulenti finanziari. Loro sono ben consapevoli di questa clientela russa e stanno gestendo il tutto come una grande, scrupolosa \u201cindustria di soldi\u201d. L\u2019espressione \u00e8 del legale Joe McDonald.\u00a0 E come tale deve vederla\u00a0 anche l\u2019occhio politico, se un esponente come Gordon Brown fa trapelare di avere dei dubbi su qualche aspetto del fenomeno per poi bloccarsi. E sembra di capire che a fermarlo siano state le cifre spese da russi. Abbiamo gi\u00e0 capito che i turisti spendono<br \/>\ncome gli americani ma poi ci sono anche i pi\u00f9 o meno residenti che, oltre a comprare intoccabili propriet\u00e0 e a consumare in ristoranti d\u2019elite, assicurano i salari a tutti i dipendenti, dal cuoco all\u2019autista al traduttore. Tutto pu\u00f2 servire: quando, a gennaio scorso, Abramovic ha avuto un infortunio al menisco ha prenotato un ricovero al Wellington Hospital pagando 700 pound a notte. Sono comodit\u00e0 obbligate per\u00a0 chi pu\u00f2 permettersi di vivere, o soggiornare, a un passo dai monumenti storici\u00a0 della citt\u00e0 con\u00a0 un mercato immobiliare pi\u00f9 costoso di New York. C\u2019\u00e8 anche chi \u201cconsuma\u201d di passaggio, come Oleg Deripaska, uno dei dieci miliardari russi che almeno per un lungo periodo ha fatto tappa a Londra tutte le settimane, dichiarando di voler migliorare il suo inglese. Neanche a dirlo ha un punto di appoggio in una casa a Belgravia. Dove ne ha una\u00a0 anche Abramovic. A Chelsea, invece,\u00a0 ha comprato casa Berezovsky, mentre ha scelto Mayfair\u00a0 Alexandre Gaydamak, il trentenne che a gennaio scorso ha fatto un\u2019offerta impossibile da rifiutare per acquistare la met\u00e0 del Portsmouth Football Club, anche se non \u00e8 chiaro se rientri nei 36 miliardari russi o se apra la lista dei milionari.<br \/>\nStiamo parlando di ex oligarchi che hanno fatto fortuna dai tempi delle liberalizzazioni selvagge di Eltsin e di nuovi ricchi russi. Nel 2003 il quasi sconosciuto\u00a0 Abramovic arriva alla ribalta delle cronache\u00a0 con l\u2019assegno di 300 milioni di dollari con cui acquista il Chelsea Football Club. E\u2019 evidente che dalla Piazza Rossa gi\u00e0 si guardava a Westminster quando, due anni fa, il pi\u00f9 ricco di tutti, Khodorkovsky,\u00a0 \u00e8 stato condannato, con la sua Yukos, per frode ed evasione fiscale e poi inviato in Siberia. Una mossa partita dal Cremlino dopo anni di espansione economica del miliardario ma solo dopo pochissimo tempo dal suo serio interessamento alla politica. Qualcosa di diverso dall\u2019impegno di governatore della regione Chukotka assunto tempo fa per due anni da Abramovic. In ogni caso, dalla caduta di\u00a0 Khodorkovsky in molti hanno pensato di navigare nel Tamigi. Nel 2005 Abramovic,\u00a0 che deve sostanzialmente la sua fortuna al petrolio, ha venduto al governo russo per 7,4 miliardi di pound la Compagnia petrolifera Sibneft che aveva acquistato per poco meno di 100 milioni di pound insieme con Berezovisky. E, parlando di Abramovic, si deve ricordare che nel 2001 la polizia russa aveva aperto un\u2019indagine contro la sua<br \/>\nSibneft per un\u2019evasione fiscale di circa 450 milioni di dollari, ma il caso \u00e8 stato chiuso senza\u00a0\u00a0 \u00a0procedimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va detto perch\u00e9 scelgono Londra, lasciando da parte il fascino e la vivibilit\u00e0 di una citt\u00e0 fatta di tanti \u201cvillaggi\u201d e di tante facce ma capace di un abbraccio particolare. Le ragioni vere stanno nell\u2019essere un forte mercato di capitali molto vicino a Mosca, solo 4 ore di volo che in jet privati si riducono a tre, e poi ci sono il sistema fiscale favorevole e il sistema giudiziario che ben protegge gli investitori. Non \u00e8 una novit\u00e0 che gli investimenti in Gran Bretagna sono largamente incentivati dal governo,\u00a0 che gli investitori stranieri godono\u00a0 dello stesso\u00a0 trattamento dei locali e che soldi provenienti da conti offshore non sono indagati. Se provengono da affari non leciti non \u00e8 un problema del Regno Unito dove arrivano.<br \/>\nIl commercialista di alto livello Humphrey Creed ribadisce, dal suo studio a Salisbury Square, che l\u2019apertura assoluta agli investimenti \u00e8 una scelta politica.\u00a0 In testa tra gli investitori ci sono gli Stati Uniti, seguiti dall\u2019India. La Russia \u2013 ci dice \u2013 non saprebbe collocarla. Del sistema inglese, Creed dice\u00a0 che \u201csi tratta delle tasse pi\u00f9 basse rispetto al resto del mondo\u201d. Ci ricorda la filosofia che ci sta dietro: \u201cTassare meno pi\u00f9 persone porta pi\u00f9 soldi che tassare di pi\u00f9 meno persone, anche perch\u00e9 comporta meno evasione\u201d. Sulla dimensione della clientela russa dei commercialisti, Creed non si sbilancia ma ammette che quasi tutti i pi\u00f9 noti si avvalgono di personale che parla la lingua. Lui sembra fare eccezione ma poi spiega che il suo gruppo ha una partnership con una compagnia in Russia. Dunque la consulenza sembra essere a monte, piuttosto che a valle.<br \/>\nIl punto \u00e8 che ci sono soldi che vengono spesi a Londra ma che in Gran Bretagna non sembrano arrivare. In realt\u00e0,\u00a0 guadagni realizzati all\u2019estero non sono tassabili ma lo diventano se entrano nel Paese, ad esempio con un acquisto. I conti offshore non sono un fenomeno russo-britannico ma ce ne occupiamo perch\u00e9 cerchiamo di capire se i ricchi russi, che continuano ad arrivare, pagano tasse a sua Maest\u00e0. E se questo pu\u00f2 essere un bel motivo in pi\u00f9 per amare il Big Ben. Va ricordato che chi \u00e8 domiciliato in Russia, nel Regno Unito\u00a0 pu\u00f2 comprare e vendere senza pagare pegno, a meno che non controlli gli affari dalla Gran Bretagna. Rakesh Kapila,<br \/>\ncommercialista insignito del titolo di membro dell\u2019Accademia di esperti e specializzato<br \/>\ntra l\u2019altro in investigazioni di frodi, ricorda il caso di Mohamed Al-Fayed che non intendeva pagare le tasse su affari esteri ma che ha perso la sua causa perch\u00e9 li gestiva dalla Gran Bretagna. Kapila aggiunge per\u00f2 che, con le nuove tecnologie, \u00e8 molto difficile provare una cosa del genere. Ammette che l\u2019espressione \u201cgrande industria di soldi\u201d per consulenti ed esperti di tasse \u00e8 giustificata. E offre solo alcuni esempi di stratagemmi per\u00a0 evitare di pagare le tasse restando nella legalit\u00e0: dichiarare che il 30% del tempo di gestione degli affari \u00e8 all\u2019estero; tenere nelle isole Cayman il 20-30% dei profitti; portare soldi nel Regno Unito ma tenere separati i conti per il capitale e per gli interessi. Ricordiamo che il non residente deve trascorrere meno di 183 giorni\u00a0 l\u2019anno su territorio britannico e, su 4 anni, meno\u00a0 di 90 giorni di media. Non far timbrare il passaporto \u00e8 lo stratagemma pi\u00f9 elementare. Ovviamente non sono solo questi gli escamotage\u00a0 che fruttano una fortuna ai consulenti della City, ma sono\u00a0 esempi.<br \/>\nIn tema sono ovviamente anche i paradisi fiscali che non nascono certo con il fenomeno dei miliardari russi a Londra, ma che rientrano nel capitolo stratagemmi. Si pu\u00f2 comprare qualcosa in Cina a 10 pound, venderla in Jersey a 12 e poi in Gran Bretagna\u00a0 a 13. Se si denuncia solo il prezzo in Jersey e nel Regno Unito il profitto, su cui si pagher\u00e0 tassa, \u00e8 solo di un pound. Kapila spiega che nel caso delle isole Jersey o\u00a0 Guernsey c\u2019\u00e8 pi\u00f9 di un legame con il mondo anglosassone e dunque pu\u00f2 essere pi\u00f9\u00a0 facile indagare. E fa l\u2019esempio del gruppo bancario Barclays che per una questione di carte di credito ha ottenuto dati abbastanza riservati da autorit\u00e0 in Jersey. Ma per altri paradisi fiscali non c\u2019\u00e8 appiglio per investigazioni. E, sempre in tema di indagini, Kapila ammette che le risorse sono limitate e spiega che vengono indirizzate sui grandi gruppi: non ci si pu\u00f2 permettere di puntare agli individui, per i quali tra l\u2019altro \u00e8 anche pi\u00f9 difficile. Ci viene da pensare che ci sono individui che fatturano come, o pi\u00f9, di una grande compagnia farmaceutica e Kapila ci conferma che \u201cil sospetto \u00e8 che ce ne siano soprattutto dall\u2019est Europa\u201d. Ammette anche che \u201cfinora non c\u2019\u00e8 stata una focalizzazione su stranieri\u201d. E poi c\u2019\u00e8 la situazione dei controlli che l\u2019esperto di frodi fotografa cos\u00ec: prima c\u2019erano due dipartimenti, uno per le frodi sulle tasse delle<br \/>\nentrate e uno per le frodi relative all\u2019IVA. Sono stati accorpati e a farla da padrona \u00e8<br \/>\nl\u2019IVA perch\u00e9 alimenta, nel Regno Unito, un\u2019evasione di 5 miliardi l\u2019anno. Non meraviglia perch\u00e9 si tratta di un fenomeno generalizzato: l\u2019Unione Europea perde 50 miliardi l\u2019anno per frodi relative all\u2019IVA, una cifra pari a quanto spende in politica agricola.<br \/>\nIn definitiva \u00e8 Kapila stesso a citare Roman Abramovic, dicendo che \u201cci sono parecchie chiacchiere su di lui\u201d ma che non si meraviglierebbe se dal punto di vista legale fosse\u00a0 inattaccabile.\u00a0 Aggiunge per\u00f2 che si tratta di un caso particolare perch\u00e9 \u00e8 personaggio che definisce in inglese \u201ctoo connected\u201d per essere indagato, che si pu\u00f2 tradurre in diversi modi ma significa sempre che ha buone conoscenze e relazioni. Sappiamo che \u00e8 pi\u00f9 ricco del duca di Westminster.<br \/>\nDi sicuro possiede una maestosa propriet\u00e0 a Rogate nel West Sussex che si estende\u00a0 per 10 kmq, con campi da polo tra i migliori d\u2019Inghilterra, guardie del corpo scelte tra ex SAS, le teste di cuoio dei servizi segreti inglesi, e un edificio per sauna e piscina lungo 130 m. e ribattezzato dai vicini Roman Empire Building.\u00a0 Ha comprato una casa storica nella Eaton Square di Londra, oltre a quella di Belgravia e, secondo\u00a0 alcuni, altre case nella capitale. Ma Abramovic sembra proprio abbia evitato di prendere la residenza. In Gran Bretagna, precisamente a Weybridge, nel Surrey, ha base la sua Millhouse Capital, il gruppo societario per la gestione del capitale che, nato nel 2001, ha fatto parlare in particolare per l\u2019accordo con la Gazprom, alla quale ha venduto oltre il 72% della Sibneft.\u00a0 Anche Berezovisky\u00a0 potrebbe non essere residente n\u00e9 nella casa a Londra n\u00e9 nella propriet\u00e0 vicino Godalming in Surrey. Lo stesso sar\u00e0 per il cantante russo Alsou, che ha un appartamento che affaccia su Lord\u2019s Cricket Ground. O per il gi\u00e0 citato Leonard Blavatnik, 47 anni,\u00a0 che ha fatto soldi ancora una volta con il petrolio, ma anche con gas e metalli. Ha lasciato la Russia per New York nel 1978 ma poi, alla caduta del comunismo, \u00e8 tornato in patria, in tempo per prendere parte alla spartizione della torta delle liberalizzazioni. Nel 2003 ha messo su la TNK-BP, terza compagnia di petrolio in Russia. Nel 2004 ha fatto l\u2019acquisto pi\u00f9 prestigioso, di cui dicevamo: la propriet\u00e0 a Kensington Palace Gardens, nell\u2019area delle ambasciate, tra cui quella russa, dove possono passare solo macchine autorizzate e<br \/>\nanche i pedoni sono strettamente controllati. Una zona lontana dal traffico londinese<br \/>\ncome tanti incantevoli angoli\u00a0 della citt\u00e0 rappresentata dalla caotica Oxford Street ma anche dagli aristocratici cortili alle spalle di Fleet Street, ma non altrettanto frequentabile.<br \/>\nAbbiamo cercato di parlare con Abramovic, pur sapendo che ha sempre negato interviste e che in Russia un quotidiano offre una \u201ctaglia\u201d per chi pu\u00f2 esibire una sua foto recente. La parola d\u2019ordine, dichiarata, \u00e8 niente interviste, niente titoli nei media. Berezovisky non ha proprio risposto all\u2019invito. Il suo avvocato\u00a0 Andrew\u00a0 Stephenson\u00a0 ci ha ricordato la sua riservatezza e le sofferenze per le diffamazioni subite, ma \u2013 aggiungiamo \u2013 ben respinte al mittente, vista l\u2019ultima causa vinta con il The Guardian, costretto, di recente, a pagare 20.000 pound, 35.000 dollari, e a porgere pubbliche scuse.<br \/>\nNon si tratta di diffamazioni, ma c\u2019\u00e8 qualcosa che Anya e Oleg, da alcuni mesi a Londra, rimproverano alla maggior parte degli inglesi: vedono in ogni russo un bevitore di vodga e intravedono alle sue spalle una famiglia di militari, per non parlare dell\u2019allusione alla mafia. Insomma, luoghi comuni che \u2013 dicono \u2013 non sono sempre veri. Tanya da dieci anni lavora nella capitale britannica e fa presente di aver assistito alla nascita del primo giornale russo pubblicato all\u2019ombra di Westminster. Veste con gusto occidentale raffinato e parla un ottimo inglese. Sembra propensa ad assolvere chi cade negli stereotipi e poi aggiunge che lei spesso ricorda ai suoi interlocutori che \u201cl\u2019Armata rossa ha salvato l\u2019Europa da Napoleone e da Hitler\u201d. Cerchiamo di usare la stessa clemenza da lei usata per gli stereotipi per quello che ci sembra un particolarissimo punto di vista.<br \/>\nA rivendicare un patrimonio di secoli \u00e8 anche padre Vadim, della Chiesa ortodossa a Londra, ma la sua \u00e8 una raccomandazione: \u201cI russi devono salvaguardare la loro cultura e condividere con gli inglesi l\u2019anima russa che hanno formato in centinaia di anni\u201d.<br \/>\nE il pensiero corre a curiosit\u00e0 storiche in tema di relazioni Russia-Gran Bretagna. Pensiamo al 1555 quando Ivan il terribile concesse a un gruppo di inglesi un monopolio su pellame, legname e vestiti. Nasceva la MUSCOY Company. Ben pi\u00f9 tardi<br \/>\nLenin complotter\u00e0 anche da Londra. E poi c\u2019\u00e8 il fatto che, dopo la presa di potere da<br \/>\nparte dei bolscevichi, aristocrazia e intellighenzia russa si ripararono nella capitale dell\u2019Inghilterra. Immaginiamo conversazioni tra notabili, intramezzate da tartine al caviale e tazze di t\u00e8 e scandite da un inglese perfetto e un inglese pronunciato con la forza della musicalit\u00e0 russa. Cadiamo in altri stereotipi, che possono darci, per\u00f2, il senso dello spessore delle culture e delle occasioni di incontro nella storia.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Limes N. 6 2006 Vodga, caviale e affari all&#8217;ombra del Big Ben di Fausta Speranza da Londra Non \u00e8 ancora \u2018Londongrad\u2019 ma la terza piazza borsistica al mondo parla sempre di pi\u00f9 russo. 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