Quel “prestito grazioso”

24 settembre 2025

A cento anni dalla nascita dell’editrice Morcelliana

Libri freschi
come il pane quotidiano

di Fausta Speranza

Cento anni di coraggiosa ricerca grazie al contributo di intellettuali di fede e anche di «un prestito grazioso». Questo ha significato finora l’Editrice Morcelliana che, fondata a Brescia a settembre 1925, si è subito misurata con la resistenza al fascismo. Nella sua storia, rappresentativa della cultura cattolica e religiosa dell’Italia contemporanea, si ritrova poi la stessa impronta in difesa della verità dell’uomo nel contributo al rinnovamento religioso tra le due guerre, nell’adesione feconda al Concilio vaticano II, nella coerente presenza nella società secolarizzata. Di tutti questi passaggi e soprattutto delle prospettive future, in cui si intravedono pubblicazioni sul tema donne, si discute al convegno organizzato nel pomeriggio del 25 settembre, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore della stessa città della Lombardia annoverata tra i principali centri economico-produttivi della penisola.

Nel difficile dopoguerra

Tra tanti spunti di riflessione che proiettano dal passato al futuro, si deve innanzitutto ricordare il ruolo che ha avuto il giovane sacerdote Giovanni Battista Montini nella fondazione dell’editrice, nonché in quel sostegno economico nell’immediato dopo-guerra, 1946-1947, elargito quando era monsignore della Segreteria di Stato e accompagnato da quella simpatica definizione di «prestito grazioso». Un contributo dato con la leggerezza della gratuità e la sottile allusione a un «debito», evidentemente da «ripagare» confermando sempre l’obiettivo: la promozione di autori di elevato valore culturale nel campo della ricerca biblica, teologica, filosofica, spirituale e storica. Parlando con Ilario Bertoletti, direttore editoriale di Morcelliana, che ha come presidente Francesca Bazoli, comprendiamo quanto sia vivo il desiderio di sentirsi ancora «debitori».

Giovani e intellettuali

Con lo sguardo alle radici, si devono citare almeno alcuni del gruppo di giovani intellettuali che hanno pensato e voluto l’editrice in collaborazione con l’altrettanto giovane don Giovanni Battista: Fausto Minelli, Alessandro Capretti, Mario Bendiscioli e padre Giulio Bevilacqua della Confederazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, che sarà figura di rilievo negli anni del Concilio e poi alla guida della parrocchia di Sant’Antonio di Brescia quale primo «cardinale-parroco» della Chiesa.

Due padri da non diemnticare

E dobbiamo ricordare i due padri della coscienza democratica europea, Romano Guardini e Jacques Maritain, che hanno rappresentato le prime figure di riferimento nell’intento di rinnovare la cultura cattolica e di resistere al fascismo. Le loro opere sono state pubblicate in Italia per la prima volta proprio da Morcelliana. Impossibile citare i tanti altri significativi autori tradotti in anteprima, tra cui alcuni impegnati in tempi non scontati sul tema dell’ecumenismo, ma non si può non ricordare le traduzioni dei primi scritti dell’allora giovane sacerdote professore Joseph Ratzinger.

Anche oggi è tempo di grandi sfide

La prima è fare editoria di cultura nel tempo della crisi del libro classico. Non solo. L’intelligenza artificiale apre interrogativi che vanno dai dilemmi etici alla dipendenza e manipolazione tecnologica, dalla discriminazione alla perdita di controllo umano sui sistemi. Bertoletti ci parla di «piste nuove da aprire» e cita tra tanti lo storico tedesco don Hubert Jedin per ricordarci «un’impronta» dell’editrice: «Muoversi nel concetto di riforma cattolica non in stato di minorità ma quali protagonisti di modernità». Bertoletti ricorda anche l’impegno del predecessore Stefano Minelli, alla guida dell’editrice per 40 anni, nella particolare fase del Concilio vaticano II, e cita il testo dello storico Fulvio De Giorgi Paolo VI. Il papa del Moderno (2015), che, tra biografia e analisi, tratteggia il pontificato che ha segnato una transizione importante verso il mondo moderno.

Al convegno Morcelliana 1925-2025: 100 anni di editoria cattolica

Per l’occasione si presenta il nuovo Catalogo storico dell’Editore, dal 1925 al 2025, a cura di Daria Gabusi. Cento anni che raccontano anche le relazioni di lunga data che l’editrice ha costruito con gli atenei e le università italiane, con le avanguardie del pensiero e degli studi europei. Il taglio storico è assicurato dall’intervento introduttivo di Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, con la relazione Il cristianesimo alla prova di un secolo. Seguono i contributi di numerosi studiosi e autori di Morcelliana che rispondono al doveroso sguardo al futuro. In particolare, citiamo l’intervento di Giovanni Filoramo su Le scienze delle religioni, un cantiere aperto; quello di Alessandro Saggioro su Il futuro degli studi storici delle religioni nel mondo; quello di Tessa Canella su La storia del cristianesimo e le donne: nuove prospettive di ricerca. Tra gli altri eventi culturali organizzati, segnaliamo a Brescia, a dicembre prossimo, la lectio del filosofo Massimo Cacciari dedicata a L’arte e il sacro e quella dell’arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto monsignor Bruno Forte su Cristianesimo e cultura a partire dal nuovo libro in uscita Eclissi e ritorno di Dio.

Idee per il futuro

In definitiva, si vuole celebrare il particolare anniversario con «un’idea precisa», ci spiega Ilario Bertoletti: quella di «riscoprire le radici e gli snodi principali, tratteggiare la storia, individuare idee per il futuro». È preciso anche un riferimento: la raccomandazione che san Paolo VI rivolse ai rappresentanti di Morcelliana ricevendoli dopo la sua elezione: «I libri devono essere freschi come il pane quotidiano».