13 Settembre 2025
di Fausta Speranza
«Essere umani significa non lasciarsi sedurre dalla potenza, ma custodire la dignità; non piegare la verità agli interessi, ma abitare la verità che libera; non sfruttare la terra come miniera, ma custodirla come casa comune».
Sono parole del cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica di San Pietro e presidente della Fabbrica di San Pietro, a conclusione dell’incontro in Campidoglio, alla presenza del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, nella seconda giornata del World Meeting on Human Fraternity 2025, promosso dalla Basilica di San Pietro, dalla Fondazione Fratelli tutti e dall’associazione Be Human.
Si è trattato dell’ultimo dibattito prima dell’evento internazionale Grace for the World, nella serata di sabato 13 settembre in piazza San Pietro, con l’esibizione tra gli altri di Andrea Bocelli e uno spettacolo di luci e droni ispirato alla Cappella Sistina.
Non c’è un documento conclusivo e la scelta è significativa: non si vogliono mettere punti fermi ma “inaugurare un processo sinodale sull’umano”.
Il cardinale Gambetti chiarisce: «La fraternità non è un’idea astratta ma una pratica che restituisce all’altro il suo volto, che trasforma i conflitti in energie creative, che rende vera la libertà e giusta l’uguaglianza».
Il contesto è chiaro: «La tecnica corre più veloce della coscienza, la verità si piega alle manipolazioni e la persona rischia di essere ridotta a un algoritmo o a un profilo di consumo».
Ma c’è sempre spazio per la “capacità di resistere, innovare, creare ponti”.
L’incontro definito “Assemblea dell’Umano” rappresenta “una tappa simbolica e operativa” per “misurare, definire e promuovere la fraternità nella vita reale”.
Tra i partecipanti, la giornalista filippina naturalizzata statunitense Maria Ressa, insignita del Premio Nobel per la pace per la sua lotta a favore della libertà di espressione e contro la piaga della disinformazione, chiede di fermare la sorveglianza digitale e il pregiudizio codificato per una comunicazione più autentica, apprezzando molto l’Assemblea dell’umano in cui le persone si possono incontrare, conoscere, progettare insieme perché – ribadisce – «il futuro che vogliamo passa attraverso verità e azione umana».
Per questa terza edizione, padre Francesco Occhetta, segretario generale della Fondazione Fratelli Tutti, racconta di una “partecipazione straordinaria”, di «un crescendo di adesioni da quattro continenti, con religioni, culture, generazioni diverse: 450 economisti, accademici, operatori sociali, studenti, sportivi, leader spirituali, 100 amministratori locali, una trentina di Premi Nobel».
Quindici tavoli tematici, con il confronto tra rappresentanti delle maggiori testate giornalistiche mondiali hanno trasformato Roma in una sorta di ideale laboratorio dell’umano.
Centrale ovviamente il tema dell’intelligenza artificiale che rappresenta un “territorio nuovo” che Papa Leone ha già chiarito di voler “attraversare” per dare continuità all’attenzione della Chiesa alle questioni sociali.
La Chiesa mette in campo innanzitutto il principio di fraternità che — ci ricorda padre Occhetta — significa «un’intelligenza relazionale che ha sempre l’altro come scopo e permette al demos e al kratos, cioè al popolo e al potere, di trovare il proprio bilanciamento, perché — avverte — quando il potere non ascolta il popolo lo utilizza e lo manipola, quando invece lo ascolta può servirlo».
La sfida anche per la Chiesa non è da poco, ammette padre Occhetta citando “libertà e consapevolezza”.
Si tratta infatti di «essere coscienti di quello che si fa e avere una coscienza morale matura per poter entrare, dialogare e comprendere le sfide che l’intelligenza artificiale ci pone, perché altrimenti l’assorbimento della coscienza porterebbe la persona a fare quello che ci viene detto».
Con potenziali drammatici risvolti. A dispetto di teorie di post umano, transumano, presunto superamento del concetto di moralità che si affacciano da angoli di mondo che raggiungono la ribalta, le 140 persone riunite nella Sala Orazi e Curiazi in rappresentanza di tutti i tavoli di dibattito hanno mandato un messaggio netto proprio a difesa dell’umanità.
https://www.osservatoreromano.va/it/news/2025-09/quo-211/un-laboratorio-dell-umano.html