con Sergio Zavoli

Lavorare con Sergio Zavoli è un assoluto privilegio. Ho avuto questo privilegio nel 2000-2001. Ho lavorato nella sua redazione per la realizzazione di due inchieste televisive: Viaggio nella scuola e Diario di un cronista. Sono state le sue ultime inchieste televisive prima dell’avventura da senatore iniziata a maggio 2001.
Tengo cari i bellissimi ricordi di confronto professionale in occasione delle inchieste, gli insegnamenti di vita, gli affettuosissimi scambi di idee e di riflessioni sul giornalismo e sulla società che continua a regalarmi. Qui voglio condividere due pensieri che riguardano il giornalismo:
“Chi comunica fa politica”
Ho fatto una certa resistenza a questo pensiero perché rifiutavo la responsabilità di decidere per altri e difendevo l’oggettività che può esserci nel solo farsi tramite delle informazioni. Ma poi con l’esperienza ho capito sempre meglio quanto sia rilevante la parte che recita nella vita della polis chi comunica.
“Per il comunicare ci vogliono le stesse remore morali necessarie per l’agire”
E’ un’altra riflessione di Sergio Zavoli. Eravamo in uno dei tanti piacevoli momenti di relax a pranzo, tra una riunione di redazione più pregnante dell’altra. E’ una frase che mi ha colpito molto. Ci sarebbe bisogno di rispetto per la verità e per la libertà, che sono i presupposti di ogni morale. A ben guardare, non si può dire che manchi libertà di espressione in Italia, ma il vuoto che si avverte è perché mancano giornalisti liberi.
Non posso inserire in questo sito, almeno al momento, alcun video delle trasmissioni di Sergio Zavoli alle quali ho collaborato ma inserisco invece due servizi che ho realizzato per la Radio Vaticana che lo riguardano. Nel primo si parla di uno dei suoi tanti libri che però si distingue tra tutti: è il libro in cui il giornalista scrittore si chiede Se Dio c’è.

dell’8/3/2001
Nel secondo servizio presento la trasmissione dedicata al mondo della scuola, trasmessa in televisione in orari per insonni.

del 14/3/2001