Storia smaltata

Due nuovi allestimenti ai Musei Vaticani

25 maggio 2023

Il blu cobalto su sfondo bianco e la policromia rinascimentale di piatti istoriati: sono due delle immagini che restano impresse alla vista delle nuove sale che arricchiscono da oggi, 25 maggio, i Musei Vaticani. Si tratta di due ambienti che offrono rispettivamente il corredo apotecario della Spezieria di Santa Cecilia in Trastevere e la raccolta vaticana di Ceramiche medievali e moderne per la prima volta nella sua interezza.

Il motivo della foglia di vite bipartita accompagna tra i vasi della Spezieria in uso dall’inizio del Seicento fino al 1936, anno in cui Pio XI ha predisposto il trasferimento in Vaticano. Un cambio di sede che ha fermato l’attività della farmacia trasteverina evitando la dispersione di oggetti e ingredienti impiegati in passato per la confezione di medicamenti. Vasi grandi e piccoli in maiolica, utili a contenere acque e sciroppi — come si legge nel diario manoscritto che narra il primo trasferimento dal monastero alla Biblioteca Vaticana — rappresentano un esempio singolare per il livello di integrità. Come sottolinea la direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Jatta, «ricreano l’attività farmaceutica della comunità di Santa Cecilia». Si presentano con la loro coperta in smalto stannifero decorato in blu cobalto su fondo bianco o, in alcuni esemplari, in smalto berrettino, cioè di colore azzurro-cenere. Al di sotto del cannello dei vasi è dipinto un cartiglio contenente il nome del medicamento, che in alcuni è accompagnato da un emblema di appartenenza o da elementi figurativi come mascheroni, volti, angeli, tralci o fiori. Se bellezza e unicità si impongono subito all’attenzione, emerge poi l’evidenza del lungo processo di studio, ricerca, restauro che ha reso possibile il nuovo allestimento.

All’altro ambiente che rappresenta la seconda preziosa novità si accede proprio da una porta dell’antica Spezieria: parliamo della Sala delle Ceramiche che da questo momento ospita in modo permanente la raccolta vaticana di Ceramiche medievali e moderne. Tra le opere più significative si fanno notare 34 preziosi Piatti istoriati rinascimentali della Collezione Carpegna; alcuni vasellami da mensa medievale in ceramica fine; rarissimi esemplari di mattoni da pavimento in maiolica arcaica e la serie di pavimenti robbiani che erano parte della pavimentazione delle Logge Vaticane dette di Raffaello. Inoltre, compaiono ceramiche della metà del XIII secolo, decorate nei colori bruno (ossido di manganese), verde (ossido di rame) e arancio (ossido di ferro) con motivi decorativi tipici di maestranze di cultura islamica.

Interessanti anche i reperti e frammenti di ceramiche rinvenuti in scavi archeologici nelle aree vaticane in occasione di restauri e lavori edilizi. Primi fra tutti, i due salvadanai rinvenuti duranti i lavori negli anni 1946-1951 per la demolizione delle volte dell’ammezzato della Torre di Innocenzo III sotto il pavimento del secondo livello della Torre, contenenti medaglie commemorative del pontificato di Papa Paolo II Barbo. Si tratta dell’uso di inserire all’interno della muratura un elemento di memoria dei lavori edilizi sotto un preciso pontificato.

In occasione dell’allestimento delle nuove sale è stato editato il primo catalogo ragionato sulla collezione pontificia di Ceramiche medievali e moderne. Curato da Otto Mazzucato e Luca Pesante, rappresenta mille anni di storia della ceramica italiana: dal primo vasellame invetriato prodotto a Roma nel IX secolo fino alle monumentali opere offerte in dono ai pontefici all’indomani dell’Unità d’Italia. Può essere utile sapere che le due sale da oggi musealizzate sono collocate all’uscita della Cappella Sistina, lungo il percorso della collezione di arti decorative e sono visibili attraverso una preziosa porta intagliata valicabile su richiesta, per studio o visita guidata.

di FAUSTA SPERANZA

https://www.osservatoreromano.va/it/news/2023-05/quo-120/storia-smaltata.html