Competenza e gentilezza: l’eredità di Massimo Campanini

di Fausta Speranza

“Non c’è grandezza dove non c’è semplicità, bontà e verità”. Così diceva Lev Tolstoj e queste parole dello scrittore russo possono contribuire a ricordare Massimo Campanini, lo studioso  di fama mondiale scomparso il 9 ottobre.

E’ stato tra i più autorevoli esperti di Islam e del Vicino Oriente, ma chi lo ha conosciuto da vicino ricorda un uomo colto che non ostentava la sua impareggiabile competenza su questioni così complesse, un insegnante generoso che non disdegnava chi si accostava al suo sapere, un intellettuale appassionato ma non ripiegato sulle proprie convinzioni.  

       La ricerca accademica è stata arricchita da oltre 50 libri e centinaia di pubblicazioni di Massimo Campanini, che era nato a Milano il 3 novembre 1954, si era laureato in Filosofia nel 1977 con una tesi su Giordano Bruno, e si era poi diplomato in lingua araba  nel 1984.

Tra i più apprezzati storici del Vicino Oriente arabo contemporaneo, nonché storico della filosofia islamica, è stato professore in varie prestigiose Università: a Milano, a Urbino, a Trento, all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, a Pavia. Membro dell’Accademia Ambrosiana “Classis Orientalis Araba”, nel 2016-2017 ha fatto parte del Consiglio per l’Islam italiano istituito presso il Ministero dell’interno.

Ha sviscerato aspetti storici o contemporanei dell’universo islamico affrontando, tra l’altro, la questione del rapporto tra politica e islam. Tra le sue principali opere ricordiamo: “Il pensiero islamico contemporaneo”; “Storia del Medio Oriente”; “Ideologia e politica nell’Islam”; “I sunniti”; “Storia dell’Egitto dalla conquista araba ad oggi”; “Quale Islam? Jihadismo, radicalismo, riformismo”; “L’Islam, religione dell’Occidente”. Nel 2019 ha pubblicato “I giorni di Dio. Il viaggio e il tempo tra Occidente e Islam” e “Pensare nell’Islam”. In questo 2020 in cui ci ha lasciato, ha firmato “Maometto, l’Inviato di Dio”  e una nuova edizione di “Il Corano e la sua interpretazione”.

Ha pubblicato per i tipi di diverse case editrici e da qualche anno dirigeva presso l’editore Jaca Book di Milano la collana di pubblicazioni specialistiche ‘Nell’Islam’. Si tratta della prima collana  a comparire nel panorama editoriale italiano su questi temi, con testi di filosofia, religione, storia, musica, letteratura, arte e attualità, tradotti, commentati e curati da studiosi e giovani ricercatori di differenti ambiti e Paesi.

La firma di Massimo Campanini compare in uno dei contributi che arricchiscono l’edizione commentata della nuova enciclica di Papa Francesco Fratres omnes, per i tipi di Scholé, che si trova in libreria dal 12 ottobre. Un testo che ha l’introduzione del teologo Bruno Forte e che propone le riflessioni di studiosi esperti delle tre diverse religioni abramitiche. Con loro, su queste pagine, Campanini parla di Fratellanza umana, un valore che gli stava profondamente a cuore.

       In tutti i suoi impegni, Massimo Campanini ha profuso la conoscenza e la passione che lo hanno contraddistinto come studioso e ha espresso il garbo e la gentilezza d’animo per il quale rimane nella memoria e nel cuore di chi lo ha conosciuto. Per sua volontà, i funerali si sono svolti in forma privata, ma l’omaggio è corale e va da Oriente a Occidente.

12-10-2020
Autore: Fausta Speranza 
Giornalista e Scrittrice

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