Sito della giornalista Fausta Speranza

autrice di          

    Messico in bilico

 Viaggio da vertigine nel paese dei paradossi, Infinito Edizioni 

Menzione speciale al Premio Giustolisi  Giornalismo di Inchiesta 2018

   

 Premio “Libero Bizzarri”Giornalismo Internazionale 2018

                      

con il regista Stefano Gabriele

    Premio Stampa Israele 2017     

           Premio Giornalismo Europeo 2011

 Fausta Speranza lavora alla redazione esteri de L’Osservatore Romano dal 2016 (prima donna a occuparsi di politica internazionale), dopo 25 anni al radiogiornale internazionale Radio Vaticana, con ruolo di inviata.
Ha collaborato per anni con Limes, con RadioRai, con Famiglia cristiana e -occasionalmente ma  pubblicando in Prima pagina- con il Corriere della Sera e con Il Riformista.
Ha visitato, per realizzare reportage, molte località d’Europa, Africa, Medio Oriente, Asia centrale, Estremo Oriente, Stati Uniti, America Latina.

 Coautrice, con altri otto giornalisti, del libro Al mio paese Sette vizi. Una sola Italia. (Edimedia EdizioniUn viaggio inedito nella storia d’Italia che ha ispirato un cortometraggio, uno spettacolo teatrale all’Eliseo, un concorso per giovani su  Repubblica, e soprattutto tanti dibattiti in Italia e non solo, in cui ha firmato il capitolo dedicato a: l’accidia e il Concilio Vaticano II.   Troverete info su tutto nelle relative pagine all’interno.

Vista con gli occhi del geniale amico artista  Enzo Carpentieri:


“Ma nondimen, rimossa ogni menzogna,
tutta tua vision fa manifesta
e lascia pur grattar dov’è la rogna”

(Dante, Paradiso, XVII, 127-9)

Ho riportato questa frase di Dante all’inizio della mia tesi per il Diploma di Giornalismo, intitolata “Il diritto di critica”. A distanza di 20 anni, voglio tenerla nella home page di questo sito che ho allestito per raccogliere frammenti del mio percorso professionale. Lo scopo è conservarli in modo più ordinato ma è anche quello di condividerli con chi si imbatterà in queste pagine.

Ci sono altre frasi che conservo nel cuore e nella mente, come questa esortazione latina:

Sapere aude”

Abbi il coraggio di servirti della tua intelligenza! Compare già in Orazio e poi Immanuel Kant l’ha fatta motto dell’Illuminismo. Al di là di ogni sovrapposizione, credo significhi che l’uomo non debba prescindere dal dono grandissimo della conoscenza e della riflessione, dall’esercizio del proprio senso critico. Sono convinta che non ci sia credo politico o religioso che possa legittimamente chiederci di spegnere il cervello.

San Paolo nella Lettera agli Efesini dice:

La verità vi farà liberi”

Sant’Agostino dice:

 Ama et fac quod vis”

Non ho la presunzione di pensare di essere sempre stata, a livello professionale e umano, all’altezza di questi insegnamenti, ma ho la consapevolezza di averci seriamente provato